Toscana
«Il ricorso del governo non azzoppa il Prg»
L’Authority nega che possa creare contraccolpi negativi l’altolà di Palazzo Chigi alla legge regionale sull’urbanistica
LIVORNO. Il ricorso del governo contro la legge regionale sull’urbanistica sarà certo interpretabile come una sberla fratricida in casa Pd: con gli uomini del premier Renzi che la dànno al governatore Enrico Rossi proprio mentre sta scaldando i motori per la campagna elettorale in vista del voto di primavera per la nuova legislatura regionale. Ma a Palazzo Rosciano, quartier generale dell’Authority, mettono le mani in avanti: quel ricorso non impallina affatto il Prg del porto, magari di rinterzo: genera solo «un ingiustificato allarmismo» l’ipotesi che si possa giuridicamente legare il destino del piano regolatore portuale (ormai in dirittura d’arrivo per l’ultimissimo sì) e «il ricorso del governo contro alcuni articoli della legge regionale n.65».
Nel mirino è una controversia che solo apparentemente è da azzeccagarbugli mentre in realtà è tutta politico-istituzionale. In mezzo alle quasi 70mila parole del lunghissimo articolato della nuova normativa, c’è un pugno di righe che all’articolo 237 indica le «disposizioni transitorie per l’approvazione dei piani regolatori portuali dei porti di interesse nazionale». Tradotto: il Comune ha 60 giorni di tempo per approvare «le varianti ai piani strutturali o ai piani operativi necessarie per l’approvazione dei piani regolatori portuali dei porti di interesse nazionale già adottate». Altrimenti scatta l’aut aut: o ci pensa la giunta o se sgarra sui tempi ci pensa la giunta regionale sostituendosi al Comune.
Sembra un meccanismo giuridico anti-ritardi ma se il sindaco Nogarin l’ha presa malissimo un motivo c’è: quella norma gli sfila l’arma che aveva in mano proprio sull’approvazione del Prg portuale. Se il Comune non approva la propria variante Prg, la Regione non può mettere l’ultimo timbro e far diventare operativo un Prg che a parole è condiviso da quasi tutti ma che, nelle chiacchiere a microfoni spenti, incontra mille resistenze. Non ci vuol molto a immaginare che, con un po’ di “melina”, si sarebbe finiti nel periodo di “congelamento” che precede il voto regionale e poi nella fine del mandato di Gallanti. Magari sperando che a Palazzo Rosciano arrivi dopo aprile qualcuno che a quel piano regolatore non sia così affezionato come Gallanti. Venuto da fuori sì e probabilmente proprio per questo riuscito a portare (quasi) a casa il nuovo Prg a distanza di sessant’anni da quello precedente.
Perché l’Authority dice che il ricorso del governo non mette a rischio quest’ingranaggio della legge? Da Palazzo Rosciano si mette l’accento sul fatto che il ricorso di anti-costituzionalità riguarda solo «alcuni articoli» specifici: dito puntato contro gli articoli dal 25 al 27 (che riguardno le previsioni urbanistiche per medie e grandi strutture di vendita) e gli articolo 207 e 208 (che hanno a che fare con le sanzioni previste per alcuni abusi antecedenti il 1967).
«Non appena prenderemo visione del testo completo dei rilievi di costituzionalità alla legge urbanistica, annunciato per il 12 gennaio, – sottolinea una nota ufficiale di Palazzo Rosciano – potremo avere un quadro più chiaro della situazione. Ma, anche dopo aver sentito la Regione, possiamo dire senza tema di essere smentiti che quand'anche gli articoli impugnati fossero dichiarati incostituzionali questo non inficerebbe la legittimità delle procedure sui piani regolatori portuali».
È l’ennesimo capitolo di una battaglia senza esclusione di colpi per vedere se davvero il Prg portuale diventerà la nuova “regola” delle banchine. E siccome le scadenze si stanno facendo sempre più vicine e stringenti, è facile prevedere che ne vedremo ancora delle belle nelle prossime settimane.
Mauro Zucchelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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