Italia
Alleati col Palio per fare «come a Siena»
LIVORNO. In una riflessione improntata al “pensare positivo”, il vescovo Simone Giusti indica una serie di segnali positivi anche dal punto di vista religioso: «Sono aumentate le persone che...
LIVORNO. In una riflessione improntata al “pensare positivo”, il vescovo Simone Giusti indica una serie di segnali positivi anche dal punto di vista religioso: «Sono aumentate le persone che frequentano la messa domenicale», è in crescita anche «la vitalità nelle parrocchie» e sono aumentate le vocazioni («in seminario 13 ragazzi e due ragazze, tra lo scorso anno e questo, hanno deciso di entrare in due congregazioni femminili: segno che seguire il Signore non è ancora passato di moda»). A ciò si aggiunga che sta ottenendo risultati positivi anche la pastorale scolastica («quasi duecento insegnanti di religione seguono gli incontri di formazione, offrono una presenza significativa negli istituti scolastici, coinvolgono gli studenti»).
Fra gli aspetti per i quali monsignor Giusti spende una sottolineatura c'è il «continuo aumento» della partecipazione alle celebrazioni diocesane («in cattedrale per la Festa del Voto e per Santa Giulia quasi non ci stavamo»). Ed è riguardo proprio alla festa della patrona che il monsignore-architetto ricorda l'accordo che la diocesi ha sottoscritto con Comune e Comitato Palio Marinaro per «unire nella festa patronale la dimensione religiosa e quella ludica, facendo coincidere negli stessi giorni – spiega – le celebrazioni di Santa Giulia con il Palio dell'antenna e riportare così nuova vita a questa festa, rendendola popolare e coinvolgente più che mai, vero segno di identità di questa nostra Livorno».
A cosa guarda Giusti? Lo dice esplicitamente: al modello delle contrade di Siena per le cantine come centro di aggregazione non solo sportiva ma anche «sociale e educativa» potenziando «il legame con i quartieri e con le comunità parrocchiali». Giusti confessa di avere in mente un doppio obiettivo: da un lato, la prevenzione delle devianze minorili; dall'altro, l'idea di far divenire questo aspetto «anche uno dei simboli della città, una caratteristica unica che potrebbe anche avere dei ritorni in ambito economico e di immagine turistica».
All'attivo, fra le notizie positive in una città stremata dalla crisi, oltre alla nascita del giornale on-line della diocesi («racconta quanta vita ci sia nelle comunità e realtà ecclesiali, facendole conoscere anche all'esterno»), il vescovo indica anche le "opere-segno" della Caritas: le Sorgenti della Carità in via Donnini («sta acquistando sempre di più una dimensione importante e che con la scuola dei mestieri riesce a restituire la dignità e la capacità di un lavoro a tanti»); la Casa Papa Francesco per i più piccoli appena inaugurata («anch'essa un segno di speranza, per chi inizia la vita senza una famiglia, nella difficoltà della solitudine»). Senza dimenticare la prima pietra della nuova chiesa al Borgo di Magrignano, che sarà intitolata a Madre Teresa di Calcutta («anche questo un segno che il Signore è presente e vivo, nelle persone e nei luoghi»).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google