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sos Sversamento, rifondazione va in procura

«Scolmatore, diteci i danni alla salute dei cittadini»

«Scolmatore, diteci i danni alla salute dei cittadini»

STAGNO. Rifondazione Comunista ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Pisa e al nucleo operativo ecologico dei carabinieri in merito alla vicenda dello sversamento di idrocarburi...

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STAGNO. Rifondazione Comunista ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Pisa e al nucleo operativo ecologico dei carabinieri in merito alla vicenda dello sversamento di idrocarburi nello Scolmatore e ai danni alla salute della popolazione di Stagno.

«Dopo aver chiesto ma mai ricevuto alcun documento ufficiale dagli enti preposti Il 24 dicembre da porre all'attenzione della popolazione, dopo aver appreso delle difficoltà di comunicazione da parte delle varie istituzioni coinvolte e soprattutto dopo aver appreso dalla “strada” che i punti di rilevazione del tasso d'inquinamento del canale e dell'aria erano stati fissati a Calambrone e a Grecciano, cioè diversi chilometri a valle e a monte dal centro abitato di Stagno Vecchio, abbiamo deciso che era il caso che anche la gestione della crisi venisse gestita dal tribunale e dai carabinieri e così abbiamo presentato i nostri esposti», spiega Alberto Benedetti, segretario del Prc di Collesalvetti.

Cosa c’è scritto nella denuncia presentata da Rifondazione? «Oltre alla disamina dell'accaduto e alle preoccupazioni degli abitanti della zona, il documento contiene quesiti precisi dei quali ci aspettiamo altrettante risposte precise: Il primo: vogliamo sapere il danno provocato all'oleodotto che ha causato la fuoriuscita del prodotto inquinante. Poi chiediamo di essere informati su tempi e modi della manutenzione e la sicurezza dell'oleodotto da parte dell'Eni. E ancora: vogliamo conoscere come si è sviluppato lo scambio di notizie tra gli enti preposti e i motivi della mancata comunicazione al Comune di Collesalvetti delle notizie, unico ad avere cittadini esposti al rischio». Benedetti continua: «Alla magistratura e ai carabinieri chiediamo risposte anche sulle modalità di bonifica e sul protocollo messo in atto per tutelare la salute degli abitanti, di conoscere i rischi corsi dai cittadini residenti in zona in merito all'inalazione per giorni e giorni di idrocarburi volatili, gli eventuali danni alla salute, ancor di più a donne in gravidanza e a bambini piccoli. E infine i danni riguardanti la flora e la fauna del luogo».

Come si ricorderà, il 7 dicembre il Tirreno raccontava del fiume di gasolio che aveva inondato lo Scolmatore, a causa di un buco nell’oleodotto che dalla raffineria di Stagno arriva fino al deposito Eni di Calenzano. Dalla conduttura a pressione interrata a una profondità di oltre due metri, aveva cominciato a schizzar fuori una macchia oleosa diventata sempre più enorme. Talmente enorme che, per una concatenazione di sfortunati eventi, è finita nello Scolmatore ed è arrivata addirittura in mare – ben 35 chilometri più in là – fra il porto di Livorno e la sabbia del Calambrone. Ma già nei giorni precedenti tra la zona industriale di Gello (Pontedera) e quella di Latignano (Cascina) un forte odore di gasolio aveva fatto scattare l’allarme. Intervennero vigili del fuoco, forestale, le squadre della Labromare per evitare il propagarsi dell’enorme macchia di gasolio. Ma - accusa Rifondazione - niente è stato fatto per capire i danni sulla popolazione di Stagno. «Che nel frattempo continua da allora a respirare idrocarburi dovuti allo sversamento».

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