Lutto
«Le intercettazioni smontano le accuse»
LIVORNO. «Per rendersi conto che si tratta di un’inchiesta con i piedi di argilla basta leggere le intercettazioni telefoniche allegate agli atti: gli autisti a metà del giro di consegne...
LIVORNO. «Per rendersi conto che si tratta di un’inchiesta con i piedi di argilla basta leggere le intercettazioni telefoniche allegate agli atti: gli autisti a metà del giro di consegne non avevano più carburante da distribuire».
Lo ripete più volte l’avvocato Dario Bicchierai, che nell’inchiesta della “Benzina fantasma” difende tre dei ventuno indagati.
«Non c’è niente di tutto quello che viene ipotizzato - insiste il legale - soprattutto quell’accordo crimnale da cui nasce la contestazione dell’associazione per delinquere. Ripeto - va avanti - durante i giorni in cui gli indagati erano intercettati, gli stessi autisti si lamentavano perché non avevano il prodotto da consegnare. Se ci fosse stato quel patto criminale di cui parlano gli inquirenti molto probabilmente sarebbe andata diversamente».
Poi una stoccata agli inquirenti. «Nelle ipotesi accusatorie mi - spiega - sembra che siano andati giù duri. Eppure dall’inizio del 2013 da quando è iniziata l’indagine, i carichi sono stati inferiori rispetto al passato e in più ci sono i margini di tolleranza che a nostro avviso non sono stati presi in considerazione»
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