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«Ferrovie si fermi» Sulla Drass è scontro a colpi di Stelle
M5S, il Meet up storico sta col sindaco ma cerca di mediare i grillini “dissidenti” accusano Nogarin: «Aveva promesso...»
LIVORNO. Mentre i vertici della Drass aspettano di sapere da Rfi se intende prendere in considerazione il progetto presentato dall'azienda per evitare che il nuovo sottopasso delle Sorgenti la divida in due, la vicenda che ha travolto la realtà livornese produttrice di camere iperbariche va avanti a colpi di Stelle.
Da una parte il Meet-up storico del Movimento, che sul blog ufficiale (www.livorno5stelle.it) dedica un articolo al caso Drass: lo fa con parole meno taglienti di quelle usate una settimana fa dal sindaco nei confronti dell’azienda (il botta e risposta integrale su www.iltirreno.it), ma difendendo quello che viene definito «approccio costruttivo» dell’amministrazione comunale e chiedendo a Reti ferroviarie italiane di fermarsi per trovare una soluzione.
Dall’altra, invece, i “dissidenti” del Movimento sul loro blog (www.5stellelivorno.it) non le mandano a dire al Comune. In particolare chiamano in causa proprio Filippo Nogarin, citando un incontro che ci sarebbe stato a fine giugno alla Drass e nel corso del quale, sottolineano, «il sindaco si era impegnato a risolvere la questione».
Partiamo dal testo pubblicato sul blog ufficiale (“Speranze e responsabilità per il futuro di Drass”), che inizia così: «Il primo pensiero va ai 135 dipendenti, famiglie livornesi che non possono sommarsi alle già numerose vittime della crisi. Ancora una volta l'attuale amministrazione si trova coinvolta in questioni spiacevoli, causate e non risolte da altri». Ok, ma oggi al governo c’è il M5S: cosa intende fare?
«Tutto – scrivono i grillini riprendendo la versione dell’amministrazione comunale e parlando invece di una “versione molto fiabesca degli eventi” in riferimento al video fatto con i figli dei dipendenti Drass – nasce con l'acquisizione di alcuni terreni a prezzo vantaggioso nel quartiere delle Sorgenti da parte dell'azienda. Nonostante i vincoli preordinati all'esproprio, dovuti al nuovo percorso del sottopasso, la Drass – scrivono dal gruppo – ha deciso di assumersi il rischio e ora non può semplicemente rivendicare il diritto di esserci».
«Attualmente – vanno avanti i grillini – Reti ferroviarie italiane sta realizzando il sottopasso stradale che "penalizzerebbe" l'azienda. Ciò che ci rende dubbiosi è l'acquisizione del capannone dalla società Liburnia srl, posto ad ovest del percorso stradale previsto, il 27/06/2014, ovvero undici giorni dopo il primo articolo di denuncia. Fino ad allora l'azienda non era tagliata in due dalla nuova viabilità...».
Così gli attivisti puntano il dito contro le «voci della possibile delocalizzazione» che «fanno paura»: «Speriamo – scrivono – che tutto questo non sia una speculazione per prepararsi a scappare in Romania», perché «qui parliamo di un' azienda leader nel mondo, la cui rappresentanza sindacale giura che esista un clima interno senza eguali: attenzione al lavoratore e all'efficienza».
E infine sottolineano che: 1) «la città spera che questa vicenda si risolva per il meglio»; 2) «l'amministrazione comunale ha la sua responsabilità, e non se ne sta tirando indietro», con un «approccio costruttivo»; 3) «ci auguriamo che Rfi si prenda la sua parte di responsabilità e si fermi, così da trovare una soluzione condivisa».
«Le parole del sindaco – concludono – sono propositive: "Una soluzione c'è ma costa di più, ci pensi l'azienda" . Non possiamo chiedere ai cittadini altri sacrifici in un momento di crisi come questo. I tagli del governo hanno reso i Comuni degli esattori e le risorse sono troppo scarse. Siamo sicuri che una soluzione condivisa senza ulteriori costi per i contribuenti possa esistere, speriamo che gli attori coinvolti abbiamo la volontà di realizzarla».
Ma ecco che dall’altra parte arrivano le dure critiche dal blog dei grillini “dissidenti”, come Marco Valiani (primo dei non eletti in consiglio comunale), che qualche mese fa si era scontrato proprio col sindaco che attraverso gli avvocati lo aveva diffidato dall’usare il simbolo del M5S.
La nota pubblicata quasi in contemporanea sull’altro blog si intitola “Sogno di un pomeriggio di mezza estate”: il riferimento è allo scorso 25 giugno quando, si legge, una delegazione di grillini e il sindaco avrebbero raggiunto il Picchianti per incontrare i vertici della Drass. Nella nota si parla di «percorsi stradali alternativi e di buonsenso», insieme a progetti di ampliamento presentati dalla Drass.
Alla fine dell’incontro, scrivono sul blog, «sfuggono sorrisi e battute, Sergio (il titolare, ndr) ci ringrazia, ci regala le magliette della Drass e il sindaco risponde che, la sua, la indosserà il giorno in cui sarà istituito il tavolo tecnico che si occuperà della questione...».
«A questo punto – vanno così all’attacco dal sito – una domanda nasce spontanea: l'incontro di sei mesi fa c’è stato o ce lo siamo sognato?». «Le magliette nel cassetto – scrivono – ci sono...». «Quello che ad oggi ancora non è stato rispettato – vanno giù duro – sono le promesse che questa nuova amministrazione aveva fatto a tutti i livornesi. Chiarezza, onestà intellettuale, trasparenza, soluzioni innovative e di buonsenso, stare dalla parte dei cittadini e dei lavoratori, garantire i posti di lavoro già esistenti: tutte queste cose, per la Drass non sono state rispettate».
Negli ultimi giorni il botta e risposta tra attivisti del Meet-up storico e dissidenti si è spostato sullo stesso profilo Facebook del sindaco, dove ognuno ha pubblicato la propria versione dei fatti e dove sono intervenuti anche alcuni dipendenti della Drass. Sul social sono finite anche alcune e-mail inviate dall’azienda al Comune nelle ultime settimane.
Per ora sul tavolo resta la ricerca di una soluzione, con il progetto alternativo che il Comune ha già di fatto bocciato e che l’azienda ha consegnato pochi giorni fa a Rfi.
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