Sicurezza
Cft-portuali: alleati per svolta e rilancio
Ma nel documento del Gruppo paritetico c’è anche una frenata a eventuali cessioni: nel mirino la trattativa con Neri per Cilp
LIVORNO. Il 2015 può essere l'anno-chiave per la Compagnia Portuale:parola del Gruppo cooperativo paritetico nato nel corso di quest’anno dall’alleanza fra i portuali livornesi e la maxi-coop fiorentina della logistica. La nota – che porta tanto una firma fiorentina (Claudio Torchia) quanto una livornese (Fulvio Romeo Franchini) – insiste su due parole-chiave proprio fin dalle prime battute: l’una è “rilancio”, l’altra è “svolta”.
Ma l’altra metà del messaggio è nell’ultima riga: è la sottolineatura che, siccome le cose non vanno poi così male non c’è nessuna fretta che costringa i portuali ad accelerare sulla «eventuale cessione di asset strategici». Nessun riferimento diretto ma è difficile non immaginarla come una frenata che il tandem del Gruppo paritetico vuol dare alle trattative per l’ingresso del gruppo Neri nella Cilp, la controllata della Compagnia portuale che ha in “pancia” il business della cellulosa così come quello delle auto o dei project cargo.
La nota arriva dopo mesi di silenzio, nel corso dei quali si è presumibilmente cercato di curare le ferite delle tensioni fra gli stati maggiori delle due cooperative che in ottobre avevano portato al livello di guardia le frizioni sull’asse Livorno-Firenze.
È il manager fiorentino Claudio Torchia a precisare che la situazione finanziaria della Compagnia portuale «resta critica e non può essere altrimenti, perché i problemi vengono da lontano e dunque servono tempo, risorse e anche idee nuove per risolverli». Ma – aggiunge – la direzione intrapresa dal Gruppo Cooperativo Paritetico «è quella giusta: in questi mesi abbiamo fatto diversi passi concreti verso il risanamento della Compagnia, in un contesto di rinnovata collaborazione e costante confronto con Autorità portuale, Regione e sindacati dei lavoratori».
In concreto, di cosa stiamo parlando? La nota del Gruppo paritetico Cft-Cpl rivendica di: 1) aver creato con il proprio lavoro «le condizioni per 50 assunzioni sul territorio livornese (tra cui quelli della cooperativa Cls)»; 2) aver consentito di «sostenere la procedura di concordato per Livorno Reefer Terminal e di definire alcuni progetti per la sua diversificazione e il suo rilancio (dopo che Cft ha vinto il bando per l'acquisizione del magazzino Csc all'interno dell'interporto di Guasticce)»; 3) aver «permesso di impostare il progetto della nuova piattaforma ecologica sul Canale industriale».
Tocca a Franchini invece mettere in evidenza che, «oltre al raggiungimento di questi obbiettivi», è stata «avviata un'oculata pianificazione per il recupero di liquidità» per la Compagnia portuale e si è «riusciti ad aumentare i traffici».
Nella nota si ricorda che è il Gruppo cooperativo paritetico, in base agli accordi sottoscritti, ad avere in mano «le decisioni strategiche e il compito di guidare il rilancio» della Compagnia portuale.
Comunque, la cessione di eventuali asset strategici potrà – proprio sulla base di questi elementi – esser valutata «con maggiore serenità, senza scadenze dettate dall'urgenza» e andrà inserita, come viene precisato in chiusuira nel documento, «nel quadro più ampio delineato dal Piano industriale».
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