Attenzione
«Il Comune è un muro di gomma»
Gli artigiani Cna all’attacco: sulle aziende si scarica un peso fiscale enorme
LIVORNO. «Quel che dice l'analisi del centro studi della Camera di Commercio non ci sorprende, anzi conferma ciò che viviamo ogni giorno nella "trincea delle imprese"». Marco Valtriani, direttore generale degli artigiani Cna livornese, usa proprio la parola “trincea” proprio perché non ce n’è un’altra che descriva altrettanto bene questo scenario, «in cui i caduti sono stati già moltissimi, come evidenzia la statistica delle cessazioni e si attende il nuovo assalto cercando di rinforzare le difese». Preoccupa soprattutto il fatto che commercio, turismo e edilizia stiano «inanellando una pericolosissima serie di risultati negativi». Per Valtriani servirebbero «scelte appropriate a livello strategico provinciale»: invece siamo a fare i conti con «il calo delle vendite, nonostante il calo dei prezzi» mentre i margini di guadagno sono «ormai ai minimi».
E se il direttore Cna mette l’accento sul boom delle spese fiscali delle imprese (più 22%), è Dario Talini, coordinatore della Cna comunale, a portare la questione sul ring locale di fronte al sindaco Nogarin e alla scelta di far quadrare il bilancio di Palazzo Civico a suon di tasse: «Come si fa a ignorare in questo modo le statistiche sull'andamento dei principali settori economici del nostro comune e scaricare un peso fiscale così enorme sulle aziende? Una cosa chiediamo per il 2015 a Nogarin: non diventi l'amministrazione un muro di gomma; le scelte competeranno ovviamente sempre alla politica, ma il mondo reale va ascoltato».
Talini tira le orecchie alla giunta Nogarin: «Non si può approvare un bilancio comunale e subito dopo dire che potrà essere cambiato sostanzialmente». L’esponente della Cna ribadisce che «confronto, soluzioni e certezze: è quel che le imprese chiedono all'amministrazione comunale di Livorno, ed è quel che al momento non hanno ottenuto».
Valtriani fissa preoccupato lo sguardo sul fatturato che nel settore costruzioni è diminuito di «oltre il 24%»: c’è meno lavoro e ci sono ancor meno ricavi perché le imprese sono «costrette ad abbassare i prezzi». Nel mirino il «criterio perverso del massimo ribasso negli appalti»: la Cna livornese rivendica di aver dato battaglia per invitare le stazioni appaltanti locali ad «applicare criteri diversi che salvaguardino qualità e sicurezza delle realizzazioni e la loro stessa ultimazione nei tempi e nei costi previsti», oltre a evitare che siano appannaggio di grandi gruppi di fuori Toscana.
Ma Valtriani indica anche un altro guaio: sempre più la lenta la riscossione, che ora è in questo settore «aumentata di altri due mesi» arrivando a «un totale di 284 giorni». E aggiunge: «Quanto potranno ancora garantire stipendi le imprese del settore edile livornese di fronte ad un costo del lavoro per unità di prodotto che si impenna oltre il 75%?».
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