Gioco
Addio ad Andrea Riccetti decano dei notai livornesi
Livorno, il professionista è scomparso a 90 anni in ospedale. La moglie: «un uomo schivo e riservato che aveva tante passioni»
LIVORNO. Fino a quindici giorni fa, prima di essere ricoverato in ospedale, era andato ogni giorno al lavoro, nello storico studio di famiglia in piazza Grande che porta il suo nome. Sabato 27 dicembre all’alba la crisi che si portata via Andrea Riccetti, 90 compiuti lo scorso luglio, spesi tra famiglia e lavoro.
Della scomparsa del professionista ne dà notizia il distretto notarile di Livorno che si unisce al cordoglio della famiglia. Scrivono in un commosso messaggio. «È stato a lungo presidente del Consiglio. Di lui ricorderemo le alte doti professionali e la dedizione al lavoro».
Di Riccetti marito e padre di famiglia, parla la moglie che per la prima volto apre i ricordi di una vita passata insieme al professionista «schivo e riservato», come racconta chi lo ha conosciuto. «Siamo stati uno accanto all’altra per 60 anni - racconta la moglie dalla loro abitazione in centro - io mi occupavo della casa e lui lavorava, ma di quello che faceva in ufficio non mi ha mai raccontato niente. Tanto che non sapevo nemmeno che era diventato presidente del Consiglio dei notai livornesi. Lo sa come lo ho scoperto? Una volta eravamo a passaggio e una persona che incontrammo lo salutò dicendogli: “Buongiorno presidente”. Dopo mi spiegò il motivo».
Di Riccetti in pochi ricordano un’altra curiosità: in gioventù era stato anche un campione di tennis tavolo. «Prima di sposarsi - ricorda ancora la moglie - era stato convocato anche in nazionale, poi però ha lasciato l’attività agonistica per dedicarsi al lavoro». Per anni Riccetti era stato anche vice presidente della Banca Etruria e del Lazio. «Aveva abbandonato l’incarico solo alcuni anni fa». Tanto che di lui ci sono ancora tracce nelle assemblee dei soci che si sono svolte negli ultimi anni e che lo hanno visto presente.
Oltre alla moglie, Andrea Riccetti lascia la tre figlie (Roberta, Sandra e Paola) e otto nipoti. Tutti quelli che lo hanno conosciuto, e sono molti, dovranno aspettare per dare l’ultimo saluto all’amico. «Dobbiamo ancora decidere - confida la moglie - quando organizzare il funerale. Nostra figlia Paola vive negli Stati Uniti e sarebbe dovuta tornare all’inizio di gennaio. Purtroppo visto quello che è successo ha cambiato i suoi programmi e arriverà lunedì in Italia. Ecco perché speriamo di poter aspettare il suo arrivo per organizzare i funerali».
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