Gioco
«Non siamo come gli scafisti»
«I nostri clienti non sono paragonabili agli scafisti che portano sulle nostre coste i clandestini come, invece, poteva sembrare dalle accuse iniziali che venivano contestate loro dalla Procura....
«I nostri clienti non sono paragonabili agli scafisti che portano sulle nostre coste i clandestini come, invece, poteva sembrare dalle accuse iniziali che venivano contestate loro dalla Procura. Anche il pubblico ministero, infatti, ha riformulato il capo d’imputazione passando dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina alla permanenza dell’immigrazione». Gli avvocati Daniele Andreini e Aurora Matteucci, difensori di Andrea Gimignani, l’ex responsabile del Caf Acli che ha patteggiato due anni e due mesi, parlano fuori dall’aula gup al primo piano del tribunale. Il giudice Antonio Pirato ha appena finito di leggere il dispositivo della sentenza e sia Gemignani che la moglie Silvia Filidei, pure lei condannata, sono a pochi passi di distanza che commentano la sentenza. «La scelta del patteggiamento - vanno aventi i legali - non è un modo per ammettere una responsabilità, bensì il desiderio di chiudere il prima possibile la vicenda soprattutto senza subire tutto l’iter del processo che di fatto è una pena da scontare. In ogni caso - ripetono - il nostro cliente ritiene di essere una persona perbene».
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