Italia
Sindaco, sulle tasse ci ripensi
Aumentano i tributi. I patti non erano questi: lei aveva promesso la riduzione del carico fiscale a partire dai redditi bassi
No, sindaco Nogarin, i patti non erano questi. Ai 35.899 livornesi che l'8 giugno scorso l'hanno votata consegnandole il governo della città per voltare pagina, lei aveva promesso tagli ai costi della politica e soprattutto nessun aumento della pressione tributaria.
Nel programma presentato agli elettori, durante la campagna elettorale, il progetto del Movimento Cinque Stelle era infatti chiaro. A pagina 37, a proposito del capitolo Tasse, si leggeva: "Minori tasse a partire dai redditi più bassi. Obbiettivi: a - Riduzione del carico fiscale sul lavoro e sulle pensioni nel tentativo di ridare impulso ai consumi e, in ogni caso, di alleggerire la pressione fiscale del Comune sui propri cittadini; b - Copertura delle operazioni di riduzione del carico fiscale sul reddito mediante le risorse derivanti dagli accertamenti tributari e dal recupero dell'evasione fiscale. Proposta: Esenzione addizionale comunale all'Irpef per i redditi fino a 28.000 euro e diminuzione dell'aliquota per i redditi sopra i 28.000 euro".
Una promessa impegnativa, di questi tempi, che si è poi estesa all'intera cittadinanza, visto che lei rappresenta Livorno ed è sindaco di tutti i livornesi. Purtroppo, però, le cose sono andate diversamente e alle promesse non sono seguiti i fatti. Anzi, la sua amministrazione si è trovata costretta ad andare nella direzione opposta: aumento delle imposte sulla casa (Tasi e Imu), incremento della tassa sui rifiuti (Tari) soprattutto per le imprese, impennata dell'addizionale Irpef, sono questi i cardini principali della manovra di bilancio che oggi e domani la sua amministrazione porterà all'esame del consiglio comunale.
E meno male che l'emendamento del gruppo consiliare Cinque Stelle potrebbe riuscire a ridimensionare almeno un po' la stangata sui contribuenti: la riduzione dell'addizionale Irpef per il secondo scaglione di reddito dallo 0,77 annunciato dalla giunta allo 0,65 è già qualcosa di positivo. Così come il dimezzamento del taglio che la giunta ha previsto per il sociale.
Per giustificare un bilancio che rischia di colpire pesantemente le finanze già sofferenti delle famiglie livornesi, lei ha addossato le responsabilità al Governo e più precisamente alla Legge di Stabilità e ai tagli ai finanziamenti per gli enti locali. Ha fatto bene, lo diciamo subito, ma in questa difesa non si è distinto rispetto ai suoi predecessori: il ritornello dei tagli ai Comuni - che ci sono, eccome se ci sono - i livornesi l'avevano imparato già a memoria con Cosimi, Nebbiai e soci. Ma ora hanno voglia di ascoltare musica nuova e per questo, sei mesi fa, hanno votato per Nogarin.
Da qui, signor sindaco, la necessità di fare un passo avanti. E' sempre in tempo, anche perchè sui Comuni si sta agitando minaccioso come un temporale il maxiemendemento del Governo teso a bloccare per il 2015 l'aumento dei tributi locali. In caso di approvazione alla Camera (al Senato è già passato), la sua amministrazione si ritroverebbe a dover fare tutti i conti da capo.
Allora colga l'occasione per rivedere la manovra finanziaria comunale - anche sfruttando la prevedibile proroga a marzo 2015 che potrebbe essere concessa ai Comuni per l'approvazione dei bilanci - e magari con il sostegno di maggioranza e opposizione - per riuscire a trovare una via d'uscita ad una situazione oggettivamente complicata. Oppure prenda atto che la situazione è differente da ciò che era preventivabile e dica chiaro e tondo ai livornesi che in questa prima fase del suo mandato non è possibile ipotizzare una riduzione delle tasse se si vogliono garantire servizi pubblici efficienti. E che questo traguardo, a cui lei non intende rinunciare, sarà forse possibile ottenerlo solo fra qualche anno.
In entrambe le circostanze, noi saremo pronti a darle una mano anche di fronte a scelte impopolari e a sostenerla nel rapporto con i cittadini. Siamo pronti a farlo, perché comprendiamo benissimo quali e quante siano le difficoltà di un amministratore nel redigere un bilancio in questa drammatica situazione economica e occupazionale per il Paese e per la città.
Ci pensi, signor sindaco, ha una grande responsabilità.
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