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Porto 2000: Piccini traballa, Provinciali in pole position per sostituirlo

Mauro Zucchelli
Porto 2000: Piccini traballa, Provinciali in pole position per sostituirlo

Il consiglio d'amministrazione della Porto 2000, la società di gestione del porto passeggeri, ha deciso che il 31 si terrà l'assemblea dei soci: in ballo il rinnovo del vertice. In bilico Piccini, potrebbe sostituirlo Provinciali

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LIVORNO. A guardare gli atti messi nero su bianco la seduta del consiglio d'amministrazione della Porto di Livorno 2000 – la società di Authority (72,18%) e Camera di Commercio (27,82%) che gestisce il porto traghetti e crociere – non ha fatto altro che indicare la data dell'assemblea dei soci: sarà per San Silvestro, poche ore prima del "cin cin" di fine anno.

Ma non è escluso che ci sia poco da brindare per il presidente uscente Roberto Piccini: il tam tam delle indiscrezioni lo dà alquanto in bilico. E se nell'aprile scorso l’Authority aveva fatto muro contro la richiesta della Camera di Commercio di cambiare presidente, stavolta sembra che i due soci pubblici della Porto 2000 siano intenzionati a far terminare qui l’esperienza di Piccini al timone della società del porto passeggeri. Nonostante che negli ultimi mesi il team di Piccini abbia messo a segno qualche successo nella controffensiva dopo la Caporetto dello scorso anno: annunciati accordi con big del settore, strappate a La Spezia una sfilza di partenze fuggite nel recente passato. Tanto da far annunciare alla Porto 2000 che il prossimo anno si tornerà attorno al milione di croceristi.

È un altro tassello del puzzle del porto che si sta mettendo in movimento vorticoso. Ad esempio, con passaggi di quote: come quelli in casa Sintermar, all’ombra del terminal Lorenzini, nella Ltm (o in gestazione nella Cilp dei portuali). Ad esempio, con lo sblocco dei dragaggi: finalmente partito l’escavo del molo Italia, così essenziale per innescare l’ “effetto domino” degli spostamenti previsti dal Prg. Ad esempio, con grandi lavori infrastrutturali in via di appalto: come il microtunnel, la direttissima ferroviaria per la Darsena Toscana o lo “scavalco” Fs in direzione interporto (sperando poi che, ora che la Regione ha messo sul tavolo 160 milioni di euro, la Darsena Europa si concretizzi).

Fra gli esempi da citare non può mancare la privatizzazione-tandem della Porto 2000: nel senso che l’Authority avrà il mandato di vendere anche una parte delle quote della Camera di commercio. Non può mancare anche perché stiamo parlando del business attorno al quale l’Authority ha disegnato il nuovo piano regolatore del porto. E, quanto ai tempi, nella conferenza stampa di fine anno ha detto chiaro e tondo che il bando arriverà attorno alla metà del mese prossimo, giorno più giorno meno.

Nel consiglio d’amministrazione della Porto 2000 ci si limita a parlare semplicemente di rinnovo: la “squadra” di amministratori è ora in scadenza dopo la proroga decisa a primavera.

L’aspetto-chiave è che probabilmente, a meno di sorprese in extremis sempre possibili, non sarà Piccini a traghettare operativamente la società pubblica nella fase della privatizzazione. Chissà se c’entra il fatto che Piccini si è sempre battuto per una cessione di quote che restasse in campo pubblico soprattutto guardando a alleanze con l’aeroporto di Pisa benedette dalla Regione (ma questa strategia ha dovuto fare i conti con il fatto che lo scalo aereo pisano è stato a sua volta privatizzato).

A quanto è dato sapere, in pole position per sostituirlo potrebbe essere una figura tecnica come, per fare un nome, il segretario generale dell’Authority, Massimo Provinciali, che siede già da otto mesi in consiglio insieme al suo omologo della Camera di commercio, Pierluigi Giuntoli, entrambi in vesti tecnico-istituzionali.
 

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