Toscana
Nel 2015 aumenteranno tutte le tasse
Rincarata la Tasi nonostante la legge di stabilità varata poche ore prima in Parlamento lo abbia vietato
LIVORNO. È andata avanti fino a notte fonda la maratona in consiglio comunale per l'approvazione del bilancio di previsione 2015 e di tutti gli atti ad esso connessi, tasse comprese. I lavori si sono protratti ben oltre la mezzanotte, in un clima surreale, con le opposizioni che hanno monopolizzato la discussione mentre maggioranza, sindaco e assessori si sono chiusi in un assordante silenzio praticamente fino al momento del voto.
Non basta. A ciò si aggiunga che poche ore prima era arrivata la notizia che la legge di stabilità era stata approvata in Parlamento: un fatto, che con tutta probabilità costringerà il Comune a rivedere gran parte del documento. A partire dalle aliquote per le entrate tributarie, visto che la legge vieta il rincaro della Tasi (e l’incremento di un punto significa una differenza di quasi 7 milioni di euro nei conti del Comune). Inutile dire che così facendo la giunta Nogarin si espone a un grave rischio.
Alla fine l'ok è arrivato, ma le opposizioni, che al momento del voto definitivo sull’intera manovra, hanno lasciato l'aula per protesta, insorgono e parlano di "Vittoria di Pirro".
L'ipotesi di un rinvio
Quella di ieri a Palazzo civico è stata una lunga giornata all'insegna dell'incertezza, vissuta con un orecchio ai tentativi di dialogo tra maggioranza e opposizione e con l'altro a quanto stava accadendo a Roma. L'indiscrezione di una imminente approvazione della legge di stabilità ha spinto le minoranze a chiedere a più riprese un rinvio della discussione sul bilancio. Uno: perché la norma consentirà l'approvazione del documento entro marzo. Due: perché si sapeva l'emendamento alla legge di stabilità avrebbe congelato gli aumenti di Tasi e (forse) Imu.
I consiglieri di Pd, Buongiorno Livorno, Città Diversa e Forza Italia hanno chiesto un rinvio anche per avere più tempo per ponderare una manovra meno gravosa per imprese e famiglie. Il Partito Democratico ha presentato una mozione d'ordine a inizio lavori, respinta dalla maggioranza. Non è mancato chi ha dall’opposizione ha paventato il rischio di illegittimità di un bilancio basato su aliquote che la legge avrebbe nel frattempo vietato. Da qui l'ipotesi, caldeggiata dalle opposizioni, di limitare l'analisi sulla Tari e sul prestito-ponte ad Aamps.
La giunta tira dritto
Dopo un primo spiraglio di intesa, è emerso chiaro e forte l'orientamento dell'amministrazione: proseguire per la propria strada, con la volontà di approvare tutta la manovra a prescindere da ciò che succederà a Roma e dal rischio di ritrovarsi a una nuova discussione su aliquote e tasse dal 1° gennaio. Poco, secondo la giunta, sarebbe cambiato con l'ok alla legge nazionale: avrebbe fatto fede la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il motivo di tanta fretta, come spiegato dall'assessore Lemmetti, sarebbe dovuto alla volontà di cominciare il nuovo anno con le risorse già assegnate al Documento unico di programmazione. Possibilità che sembra difficile, se è vero che il bilancio del Comune, con gli aumenti delle tasse congelati dal governo, dovrebbe essere privato di almeno 6,7 milioni rispetto alle previsioni.
Da qui l'accusa di "buco già accertato" da parte delle opposizioni. Se fosse questo il caso, l'idea dell'amministrazione è chiedere, insieme agli altri Comuni che hanno già deliberato il bilancio, l'equivalenza di gettito nel Fondo di solidarietà. Tradotto: se lo Stato ridurrà le imposte di circa 7 milioni, dovrà fare in modo di garantirne altrettanti tramite i trasferimenti. Ma se la trattativa Stato-Comuni non dovesse andare in porto, ecco che al 1 gennaio la giunta Nogarin sarebbe costretta a discutere nuovamente il bilancio: in ballo almeno 6,7 milioni.
Bilancio e delibere in cifre
Al momento, dopo gli emendamenti del gruppo a 5 Stelle, l’equilibrio del bilancio si regge sull'aumento di tutte le imposte. Per l’addizionale Irpef c'è l'innalzamento delle aliquote per le fasce intermedie di reddito: escludendo cioè la prima fascia (fino a 15mila euro, tenuta ferma allo 0.4%) e l'ultima (oltre i 75mila euro, e qui è la legge che non permette di superare il tetto dell'attuale 0,8%): aliquota allo 0,65% dopo l'emendamento grillino se è il reddito è fra 15mila e 28mila, allo 0,78% da 28mila a 55mila, allo 0,79% da 55mila a 75mila euro (prima erano rispettivamente dello 0,5%, 0,6% e 0,7%). L'innalzamento porterà un incremento di gettito intorno ai 2,2 milioni, ai quali si aggiungono i circa 2,3 milioni in più derivanti dall'Imu, con l'aumento della quota ordinaria dal 9.6 al 10.6 per mille. Un'azione che dovrebbe incidere quasi esclusivamente su fondi, capannoni e seconde case. Poi il controverso caso Tasi: aliquota al 3,5 per mille e un gettito che sale da 16,8 milioni a circa 23,5 milioni. Un incremento che per la famiglia-tipo con casa A2 (cioè 53mila su 77mila in città) supererà in media i 150 euro.
Tari e prestito a Aamps
Aumenta la tassa sui rifiuti:salirà nel complesso a 39,2 milioni, rispetto ai 35 del 2014. Ma la determinazione degli importi è stata congelata. La Tari coprirà una parte dei crediti Tia che l'azienda vanta, ma che non sono più esigibili (circa 4,2 milioni di euro all'anno per i prossimi 3 anni).
Pur non essendo stato inserito ufficialmente nel Piano tecnico finanziario di Aamps, nel 2015 prenderà corpo il progetto per una piattaforma di riciclo e riuso dei materiali, per valorizzare i rifiuti raccolti in modo differenziato. Confermato il "prestito-ponte" di 5 milioni da Comune ad Aamps, per permettere elasticità di cassa all'ex municipalizzata.
Gli emendamenti a 5 stelle
Ieri i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno presentato ufficialmente l'emendamento alla delibera sull'Irpef e all'aliquota relativa alla fascia di reddito compresa tra 15mila e 28mila euro: non un abbassamento rispetto allo 0,5% come chiesto all'inizio, ma neanche un aumento allo 0,77% come proposto dalla giunta. L'aliquota per il secondo scaglione di reddito sarà di 0.65%. Per coprire le minori entrate (circa 850mila euro) e ottenere qualche risorsa in più per il sociale, il gruppo ha proposto di incentivare, tra le varie voci, il "recupero evasione tributi" (250mila euro in più) e i "proventi delle sanzioni al codice della strada" (altri 500mila euro di cui la metà vincolata nel reimpiego) oltre a conteggiare nel bilancio 2015 le somme dovute al Comune dal futuro gestore della "procedura di gara per il servizio distribuzione gas naturale" (550mila euro). Con questa "manovrina" sono stati trovati anche 100mila euro per reintrodurre social card e borse lavoro. Il M5S ha chiesto inoltre di recuperare per il sociale "ulteriori 300mila euro dall’avanzo di amministrazione": dopo l'osservazione del collegio dei sindaci revisori, il gruppo ha trasformato l'emendamento in atto di indirizzo.
Capitolo Tari: un emendamento dei grillini fa sì che i circa 640mila euro di minor gettito a causa della norma che decurta le superfici tassabili (ad esempio per scuole, musei e luoghi di culto) siano recuperati alzando il coefficiente delle grandi utenze non domestiche, come istituti di credito o supermercati, senza caricare ulteriormente le famiglie.
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