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Pedinata e derubata a 90 anni: "Mi hanno rovinato il Natale"
Livorno, Giovanna Geraci, è stata aggredita nell’androne dopo aver preso la pensione: in borsa avevo 2300 euro, ma saprei riconoscere i miei aggressori
LIVORNO. «A ripensarci mi viene da piangere. In un lampo mi hanno portato via tutto quello che avevo: 2300 euro della pensione appena ritirata. Quei soldi mi servivano per andare avanti per un mese, pagare le bollette di casa, alcuni lavori del condominio e fare i regali di Natale. Ora sono rovinata e non so come andare avanti».
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Giovanna Geraci ha 90 anni, una stampella che usa per muoversi dopo essere caduta all’inizio dell’anno in via Marradi ed è l’ultima anziana vittima di un agguato: presa di mira, pedinata e infine derubata della borsa nell’androne di casa intorno alle 12 di lunedì 22 dicembre, in via delle Grazie, a due passi dal centro.
«Da certa gente - racconta a distanza di poche ore dall’aggressione - c'è da aspettarsi di tutto. Mi potevano anche dare una coltellata per portarmi via quello che volevano. E questo - si domanda - è un mondo civile? Eppure - va avanti - cerco sempre di avere la massima prudenza: non apro a nessuno, porto con me il minimo indispensabile e sono riservata, ma tutto questo a volte non basta. E ora ho paura che tornino».
Signora Giovanna, cominciamo dall’inizio: da quando è uscita di casa per andare a ritirare la pensione...
«Intorno alle 11 un addetto dell’associazione dell'Apice è venuto a prendermi a casa e siamo andati prima in corso Amadeo per ritirare la pensione, ma era chiuso. Allora siamo andati, sempre in auto, alle poste centrali di via Cairoli. Arrivata all’ufficio, viste le mie difficoltà motorie, mi hanno dato la precedenza e ho riscosso la pensione con la tredicesima: 2300 euro in tutto. Ho preso il denaro e ho messo tutto nella borsetta, dentro al carrettino che porto sempre con me. Quando sono uscita però è successa una cosa strana».
Quale?
«Quando ero sullo scivolo, vicino alle porte di uscita, ho sentito dare uno strattone al carrettino, allora mi sono girata e ho visto una signora con un giubbotto rosso scuro. Le ho detto: “Scusi che fa?”. E lei mi ha risposto: “Ho inciampato”. Ed è finita lì».
Dopo è tornata verso casa?
«Esatto. Sono salita di nuovo in macchina e sono arrivata in via delle Grazie. Quando sono arrivata all'altezza del cancello, Luciano, quello dell'Apice, mi ha fatto scendere. E questo punto è successa un’altra cosa strana: nello stesso momento in cui scendevo una donna è caduta poco distante da noi e due passanti sono andati a soccorrerla. Luciano, a quel punto, li ha raggiunti, mentre io mi sono avviata verso la porta d'ingresso».
È quando è rimasta sola che è stata aggredita?
«Solo dopo ho capito che si trattava di una messa in scena. Quando ho aperto la porta e montato tre scalini per arrivare all'ascensore, a quel punto nell’androne sono entrate due persone: un uomo e una donna. E quella signora era la stessa che avevo visto alla Posta. A quel punto ho capito che mi aveva seguito».
E poi che cosa è successo?
«Mi hanno detto di salire sull'ascensore insieme a loro. Ma io ho risposto che potevano andare avanti loro, tanto non avevo fretta: non salgo mai in ascensore con gli sconosciuti. Loro però mi hanno invitato a salire da sola e sono andata per cercare di seminarli. È stato in quel momento che l'uomo ha bloccato la porta e la sua complice ha messo le mani del carrettino e ha portato via la borsetta: è stata un lampo. Poi sono scappare».
A cosa le sarebbero serviti quei soldi?
«Quei 2300 euro sarebbero serviti in parte per andare avanti un mese, altri 1000 euro li avrei dati all'amministratore del condominio per alcuni lavori e altri 300 euro per le spese natalizie».
E ora come farà?
«Non lo so proprio, non posso nemmeno riscuotere i miei risparmi perché non ho più né la tessera del bancoposta né quella sanitaria. Le tenevo entrambe nel borsello, spero almeno di poter ritirare con la denuncia della polizia».
Saprebbe riconoscere chi l'ha derubata?
«Certo, ho una memoria fotografica. La donna era mora, alta un metro e sessanta, capelli lisci, accento straniero e giacchetto bordeaux. Mentre l'uomo era alto circa un metro e settanta, con i capelli corti ed era vestito di scuro».
Ora come passerò il Natale?
«Sono vedova e i miei parenti sono in Sicilia, le feste le passerò con i miei ex vicini di casa. Ma ora devo pensare a una cosa sola: superare la bruttissima esperienza che mi ha rovinato le feste».
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