Gioco
Una raccolta fondi pubblico-privata per adeguare il teatro
A lanciare l’idea è il tesoriere dell’Unitré di Cecina «L’Ordigno ha dato a tutti la possibilità di esprimersi»
VADA. Una raccolta fondi, magari di natura pubblico-privata, grazie alla quale effettuare velocemente i lavori di adeguamento alle normative antincendio. Questa l’ipotesi che lancia L'Università della terza età di Cecina, che esprime tutto il suo rammarico per la chiusura della struttura alle porte di Vada. «Questa associazione - scrive Claudio di Nardo, tesoriere dell’Unitré) - in Franco Santini (direttore dell’associazione Ordigno, ndr) ha negli ultimi tre anni trovato un amico disponibile e pronto a favorire le esigenze del nostro gruppo teatrale». Il rappresentante dell’Università della terza età ribadisce quanto sia importante l’esistenza di strutture come quelle vadese, che consentono lo sviluppo della cultura.
«Nella nostra zona - prosegue di Nardo - Cecina e dintorni, avere un teatro, magari per una sola rappresentazione, è difficile e costoso. Perché bisogna pagare il locale, il tecnico delle luci, dei microfoni e dei suoni. L'Ordigno, grazie anche a Giovanni Juliano, capacissimo factotum, negli ultimi anni ha dato anche a noi la possibilità di esprimerci, divertire il pubblico, farci conoscere e ricevere applausi. Il tutto senza che ci fosse imposto alcun onere finanziario, anzi dandoci anche la possibilità di una pizza per il cast». Poi il tesoriere dell’Unitré di Cecina lancia l’idea della raccolta fondi, per permettere una veloce riapertura del teatro vadese. «Noi non sappiamo quanto denaro serva per i lavori che all'Ordigno sono richiesti dalla legge - suggerisce di Nardo - né conosciamo quali tempi possano occorrere per portare a termine i lavori stessi. Sarebbe bello tuttavia se qualcuno decidesse di aprire un'altra campagna, quella per una raccolta di fondi, interessando enti o associazioni abbienti». Naturalmente Di Nardo sottolinea che «in questo caso anche noi dell'Unitré, nel nostro piccolo, ma quale associazione di promozione sociale, non ci tireremmo indietro».
Il futuro immediato del teatro è legato alla decisione del Governo di inserire o meno la proroga dell’adeguamento alle norme antincendio del decreto Milleproroghe atteso per la fine dell’anno.(a.c.)
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