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Livorno

«No, non siamo pentiti. Ma delusi sì...»

«No, non siamo pentiti. Ma delusi sì...»

LIVORNO. «Pentiti no, delusi sì...». Una frase che la dice lunga quella pronunciata ieri dal capogruppo Bl, Andrea Raspanti, al termine dell’incontro sugli scali Bettarini fatto di critiche al...

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LIVORNO. «Pentiti no, delusi sì...». Una frase che la dice lunga quella pronunciata ieri dal capogruppo Bl, Andrea Raspanti, al termine dell’incontro sugli scali Bettarini fatto di critiche al bilancio ma anche di proposte.

«Pentiti no» dell’appoggio dato al ballottaggio a Nogarin contro il Pd. «Delusi sì» dalle politiche dell’amministrazione, in particolare dalla manovra di bilancio. Che Stefano Romboli definisce «lacrime e sangue: ai tagli dall’alto, il governo locale risponde con tagli dal basso». E Raspanti annuncia: «Voteremo “contrarissimo”».

«La delusione – chiarisce poi Romboli – è legata in generale al fatto che abbiamo registrato un atteggiamento di chiusura, di autoreferenzialità». «La giunta – dicono in sostanza dalla sede di Bl – doveva iniziare a fare proposte, la situazione impone di cambiare, di coinvolgere cittadini e forze sociali, di attivare un confronto serio sui progetti».

Alla fine, «preso atto dell'indisponibilità della giunta ad aprirsi a un confronto reale», vogliono «offrire al dibattito alcune proposte per una prospettiva di ripresa», partendo da lavoro e riconversione ecologica. Valentina Barale mette sul tavolo 5 punti: 1) «prevedere per l'esenzione o la riduzione delle tasse locali non solo l'indicatore Isee, ma anche la certificazione dello stato occupazionale»; 2) «creare un fondo di solidarietà (con i contributi di imprese, banche, fondazioni, cittadini…) per chi ha perso il posto e magari non ha accesso agli ammortizzatori sociali»; 3) «spending review interna al Comune per ritagliare risorse da destinare a investimenti che creino occupazione»; 4) «maggiore visibilità a risorse che già sono previste dalla Regione, ad esempio i 5 milioni per il microcredito»; 5) «uno sportello unico di consulenza per chi si trova in difficoltà».

Lorenzo Partesotti parla invece della riconversione ecologica del polo energetico livornese. Accanto alla richiesta di lavorare sull'efficienza energetica degli edifici pubblici che «potrebbe far risparmiare milioni», tra le proposte principali (se non altro perché riguarda un sito che dà lavoro a un migliaio di addetti) c'è la «riconversione della raffineria Eni in un polo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica dell'area vasta». Polo che, secondo Partesotti, «potrebbe superare i 5mila addetti». Il punto fermo è il «no al terminal gasifero», con la richiesta di ottenere impegni rispetto al futuro della raffineria all'interno dell'accordo di programma su Livorno in discussione al ministero.

Accordo di programma, Prg del porto e bilancio di previsione sono i tre tasselli che mette in fila Raspanti. «I 5 Stelle – dice – non hanno capito nulla della crisi che stiamo attraversando», «il bilancio proposto taglia e tassa», mentre «bisogna restituire potere di acquisto alle famiglie». Partendo, sottolinea, dagli investimenti pubblici. Quindi: «Con l’accordo di programma dobbiamo chiedere un impegno per l’Eni». E la Darsena Europa che la Regione dice di voler finanziare e che i 5 Stelle chiamano “Tav”? Raspanti risponde che «il porto ha sicuramente bisogno di adeguamenti infrastrutturali», che «non siamo pregiudizialmente contrari alla prima parte operativa dell’opera», ma anche «no a cattedrali nel deserto» e «deve esserci il tempo di analizzare i programmi per il porto anche ascoltando in commissione Authority e Comune».

Intanto i riflettori sono puntati sul bilancio. «Sembra fatto più per tutelare gli uffici tecnici del Comune – dicono dalla sede di Bl – che i cittadini». «Nel bilancio che prima sembrava immodificabile – riprende Raspanti – ora si vanno a recuperare soldi dalle morosità nei servizi scolastici, dall’evasione, dalle multe, passate da un assestato di 11 milioni a 7 milioni: allora era meglio lasciare più multe ma non tagliare il sociale». Poi Aamps: «Con questo Piano tecnico finanziario non sarà mai in grado di restituire i 5 milioni che il Comune le sta anticipando». L’ultimo altolà è all’insegna della trasparenza. Con un esempio che non passa inosservato: «Si dice che a febbraio Demi lascerà la guida del Goldoni e arriverà il nuovo direttore: chi? Scelto come?». (j.g.)

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