Lutto
«La manovra parte già con un super buco»
LIVORNO. «Il bilancio del Comune nasce già con un buco milionario: stiamo facendo una discussione fasulla...». Dalla sede di via Donnini, i consiglieri del Pd vanno all’attacco della manovra...
LIVORNO.
«Il bilancio del Comune nasce già con un buco milionario: stiamo facendo una discussione fasulla...». Dalla sede di via Donnini, i consiglieri del Pd vanno all’attacco della manovra finanziaria messa in piedi dai Cinque Stelle per il 2015. Partendo da una novità chiave. «Al Senato – interviene il capogruppo Marco Ruggeri – si è appena chiuso il percorso della finanziaria e lunedì la manovra passerà alla Camera». Come incide il varo della Legge di Stabilità sulle scelte livornesi?
Ruggeri prima snocciola i dati che erano già sul piatto: «Per Livorno i minori trasferimenti da Roma ammontano a 9,3 milioni, l'amministrazione ha fatto tagli lineari al bilancio per 4,8 e ha previsto un aumento complessivo delle tasse (Imu, Irpef, Tasi e Tari) di circa 16 milioni e 100mila euro». «Solo la Tasi – sottolinea – aumenterà di 6,7 milioni, circa il 40%, mentre l'Imu di 2,3 milioni». Un’operazione che «per il 55% – dice – servirà a finanziarie le linee di mandato, massacrando famiglie e imprese. Non si capisce bene per quali progetti, poi. Per me – la butta lì citando il taglio previsto nelle previsioni di bilancio alla voce “sanzioni del codice della strada” – è un’operazione che guarda alle regionali: vogliono abbassare le multe in campagna elettorale...».
Intanto però il punto è che la Tasi, nelle previsioni del Comune, passerà dal 2,5 al 3,5 per mille. «Ma il maxiemendamento del governo alla finanziaria – riprende Ruggeri – impedisce ai Comuni di aumentare Tasi e Imu per il 2015, fissando per la Tasi il tetto dello scorso anno: significa che dal primo gennaio ci saranno già 6,7 milioni di buco in bilancio, che potrebbero arrivare a 10 se si dovessero considerare anche i soldi dell’Imu (questo ancora non è chiaro). È un paradosso: hanno messo in bilancio i tagli e non i divieti! È inutile discutere una manovra costruita su presupposti che non possono stare in piedi».
Ma allora perché la maggioranza vuole approvare il bilancio così com'è, entro il 31? Intervistato dal Tirreno pochi giorni fa, l'assessore Gianni Lemmetti aveva chiarito che in caso di stop da Roma all'aumento delle tasse locali, Livorno avrebbe lottato insieme all'Anci e ad altri Comuni, come Bologna, per ottenere una sorta di sconto sui tagli ai trasferimenti. «Ma se mancheranno 6,7 milioni – riprende Ruggeri – e la tassazione è già al massimo, il Comune dovrà fare altri tagli, perché non credo proprio che Roma riconoscerà a Livorno tutti questi soldi». E lancia l’allarme: «Nei comuni che sono andati in dissesto tutto cominciò così: tasse al massimo e poste non certe. Questa manovra porterà la città al disastro».
Ruggeri mette l’accento sul fatto che «dal ministero è arrivata la circolare che sposta a marzo l'approvazione dei bilanci. Ma vogliono approvarlo subito – attacca – per dare un anticipo di 5 milioni ad Aamps: il Comune farà da banca all'azienda perché le banche non danno più niente, non si fidano di chi la gestisce. Non a caso abbiamo presentato una mozione di sfiducia per i vertici. Stanno aggravando una situazione – sostiene – che era già difficile».
Il gruppo del Pd ripete che non voterà la manovra predisposta dalla giunta e punta i riflettori anche contro gli emendamenti del M5S: «I grillini propongono una variazione al bilancio di 812mila euro andando a ripescare i soldi dalle multe e dal recupero evasione. Poi, per recuperare circa 550mila euro dalla gara per il servizio di distribuzione del gas, ne spenderanno 380mila per un perito. Ma soprattutto abbassando allo 0,65% l'irpef per il secondo scaglione di reddito, rispetto alla previsione dello 0,77%, si otterranno risparmi miseri per le famiglie, mentre dovranno essere recuperati 850mila euro che avrebbero potuto coprire in toto i tagli al sociale». «Porteranno in consiglio – conclude Ruggeri – anche un atto di indirizzo sulla Tari, dove c'è scritto che in corso d'opera bisognerà spostare ancora di più il peso sulle imprese. È incredibile». (j.g.)
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