Il Tirreno

Livorno

LA FABBRICA TAGLIATA IN DUE

Drass: speravamo in una soluzione di buon senso ma il sindaco non vuol ascoltare

Al contrattacco il titolare della Drass, l'azienda high tech del Picchianti che rischia di chiudere perché tagliata in due dal nuovo sottopasso alle Sorgenti. Dice che il sindaco Nogarin era stato informato del problema. L'esproprio? E' decaduto. "E ora sarà il giudice a darci ragione"

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sergio Cappelletti, l'ingegnere-manager titolare della Drass, risponde a tambur battente al sindaco Nogarin. Lo fa punto per punto: a cominciare dall'accusa di aver creato il caso dopo aver sbagliato ad acquistare terreni che si sapeva esser sottoposti a esproprio. Ecco il testo.

Alla luce delle recenti esternazioni del sindaco Nogarin sulle pagine del Tirreno, dobbiamo purtroppo rilevare una palese inadeguatezza di chi rappresenta il Comune ad affrontare una situazione di contraddittorio. Purtroppo tale inadeguatezza lo porta a non volere in effetti analizzare le argomentazioni altrui e ad esporsi in affermazioni che talora sfociano nell’insinuazione.

Continueremo comunque a portare avanti le nostre ragioni in modo pacato, purtroppo a questo punto consapevoli che il buon senso non prevarrà e che solo la via giudiziaria ci darà ragione. Rispondiamo pertanto punto per punto.

1.      Il sindaco continua a evidenziare come la pratica di esproprio risalga alla notte dei tempi, senza acquisire consapevolezza che è proprio questa la ragione che ne ha causato la decadenza ed illegittimità ai sensi di legge, oltre a numerosi altri vizi procedurali. In esito a questa decadenza, la Drass ha acquisito a prezzo di mercato nel 2014 i terreni che aveva già in affitto, per supportare un recente ed importante sviluppo aziendale che non poteva essere previsto nel 2005. Si tratta di quel mondo reale, di cui probabilmente il sindaco Nogarin ha fatto presto a dimenticarsi una volta insediato, in cui in Italia un’azienda emerge, vince contratti e crea occupazione, una volta ogni tanto, invece di fallire. Di questo il sindaco sembra quasi fare una colpa alla Drass. Il sindaco, a suo tempo, è stato prontamente informato dell’acquisizione e ristrutturazione del Capannone della Liburnia, pagato ben oltre un milione di euro. Il sindaco sapeva che si trattava di una risposta forte della Drass ai lavoratori impauriti ed una dimostrazione che l’azienda non li abbandonava al loro destino. Non abbiamo paura del giudizio dei lettori malignato dal sindaco. E’ disponibile la mail della Drass in cui il sindaco veniva informato dell’acquisizione, non c’era bisogno di scomodare il catasto.

2.      Per quanto riguarda il giudizio della proposta Drass ci rimettiamo alla competente valutazione dell’Aci già pubblicata sul Tirreno. Ed evidenziamo ancora una volta come sia stata la Drass a prevedere un parco effettivamente fruibile alla Scuola d’Infanzia Pian di Rota, con accesso in area pedonale, mentre l’attuale progetto si accontenta di disegnare un rettangolo verde attualmente non frequentato e deserto, circondato, quello sì, da strade ad alto scorrimento. Invitiamo l’Amministrazione a presenziare il territorio invece di disegnare rettangolini verdi sul piano regolatore. Oltre a questo il piano Drass rende disponibili ampi parcheggi di scambio, mentre il progetto comunale elimina i pochi già esistenti.

3.      Il Comune ha ripetutamente negato un incontro chiarificatore tra il legali di parte, grazie al quale potremmo dimostrare come l’attuale ostinazione del Comune ad appiattirsi sulla posizione di Rfi per perseguire un progetto illegittimo porterà ingenti danni alle casse comunali in termine di ripristino della viabilità preesistente e risarcimenti danni. Attendiamo l’esito del giudizio legale per darne evidenza, visto che non è possibile avere questo incontro.

4.      Abbiamo già ricevuto parere favorevole del Comitato Picchianti Nord alla proposta Drass. I residenti non sono contenti che il dedalo di ristrette vie a senso unico, già affollate di mezzi pesanti, possa ulteriormente congestionarsi. Ma possiamo convenire con l’Amministrazione che il tentativo  di sopprimere ogni realtà industriale nell’area di Livorno possa senza subbio ridurre il traffico nelle aree industriali.

5.      Per quanto riguarda i profitti privati e le perdite pubbliche invitiamo il signor sindaco a non a puntare il dito su un’azienda che dal territorio ha finora ricevuto solamente la professionalità dei propri lavoratori. La Drass ha già proposto soluzioni cooperative che aiutassero il Comune e Rfi a rimediare la situazione paradossale da loro stessi creata. Verificasse il signor sindaco come mai aziende fornitrici del Comune sono state già lautamente pagate da anni per il proprio terreno, del quale sono rimaste in disponibilità gratuita, senza che lo stesso terreno espropriato fosse reso disponibile alla collettività sotto forma di viabilità.

6.      La Drass non ha mai nascosto di giovarsi di una "sister company" in Romania, operante su quella carpenteria pesante a basso valore aggiunto, che in Italia non riesce a sostenersi, poiché le carpenterie pesanti italiane da noi precedentemente utilizzate sono tutte chiuse. Una grande struttura che potrebbe forse ospitare la produzione italiana Drass con minori costi e con più profitto. E a farne le spese sarebbero i nostri lavoratori di Livorno, che, grazie alla sinergia con la struttura romena, sono invece triplicati negli ultimi anni. Delocalizzare sarebbe una scelta facile ed ovvia, per quel capitalismo che il sindaco Nogarin teme così tanto. Ci spiace deluderlo ma quel capitalismo non siamo noi. I nostri ragazzi di Livorno sono la Drass, senza di loro la Drass non sarebbe quello che è adesso e noi non li abbandoniamo. Noi abbiamo ragione, e non ce ne andremo.

E per inciso, se ritiene strumentalizzazione il sentimento di bambini preoccupati per il posto di lavoro dei propri genitori, dovrebbe veramente riflettere se lei è la persona giusta al posto giusto.
 

Sergio Cappelletti
managing director Drass
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web