La protesta
Aci: basterebbe solo un po’ di buon senso
LIVORNO. «Possibile che non ci sia accorti che si sarebbe andati a tagliare una proprietà con attività industriale? Possibile che, una volta appurata l'effettiva veridicità del problema e oltretutto...
LIVORNO. «Possibile che non ci sia accorti che si sarebbe andati a tagliare una proprietà con attività industriale? Possibile che, una volta appurata l'effettiva veridicità del problema e oltretutto al cospetto di una ragionevole e ponderata controproposta formulata dalla controparte, non si possa correggere l'errore? Cosa ci sarà mai di grave nel porre in essere una variante urbanistica?». Sono gli interrogativi che l’Automobile Club livornese mette sul tavolo tornando all’attacco sul caso Drass, la fabbrica che avrebbe numerose commesse internazionali ma rischia di chiudere perché il nuovo sottopèasso ferroviario la taglia in due metà con quello che l’Aci chiama «un fossato divisorio».
Riccardo Heusch, presidente della commissione traffico e mobilità dell’Aci, ricorda che «esistono molteplici precedenti in materia di correzioni apportate a piani regolatori e davvero non riusciamo a comprendere le motivazioni di tanta rigidità decisionale».
L’Automobile Club segnala che la posizione del Comune sembra «basata in primis sulla necessità di evitare di esporsi a potenziali azioni di risarcimento da parte della società Rfi di proprietà delle Ferrovie dello Stato»: il contenzioso nasce alla luce dell'ampliamento della proprietà «operato dalla stessa azienda di tecnologie sottomarine nel 2007, mentre l'amministrazione sostiene che l'approvazione del progetto di Rfi risalirebbe a due anni prima e che quindi tale estensione sarebbe avvenuta in maniera indiscriminata e pienamente conscia». Ma l’atteggiamento di Palazzo Civico – viene sottolineato – «appare comunque paradossale» perché si nasconde «dietro il muro dell'immobilismo burocratico».
Per Heusch tutti i guai potrebbero essere risolti positivamente semplicemente usando «principi di buonsenso, di buona volontà». Anche perché – aggiunge – la soluzione suggerita dalla Drass «porterebbe con sé anche alcuni vantaggi collaterali: minore dispersione di mezzi nelle piccole arterie interne della zona industriale Picchianti, un'alternativa più logica al già di per sé molto trafficato cavalcavia del Corallo e la costruzione di un ponte sul rio Cigna, manufatto peraltro già previsto in un diverso progetto».
Ecco perché l’Aci fa appello al Comune affinché «si affidi a un puro senso pratico»: meglio risparmiare a tutti i costi o inserire «una variazione al progetto con annessa spesa, pur aggiuntiva e imprevista per le casse comunali dovuta in primis alla realizzazione del ponte, riuscendo però così a salvaguardare la sopravvivenza di una tra le poche bella realtà imprenditoriali del nostro territorio?».
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