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commercio e classifiche

"The Bad Elf" entra nell’Olimpo dei pub italiani

The Bad Elf pub
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The Bad Elf pub

Livorno, Skyscanner, il sito di viaggi aerei che offre anche consigli turistici, lo ha messo nei 10 migliori locali di questo tipo

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LIVORNO. Un pub livornese entra nella classifica dei dieci migliori locali del genere in Italia. È il The Bad Elf Pub, il locale che dal 2009 spilla e serve birra in via della Posta, mentre la classifica è stata stilata da Skyscanner, il sito scozzese di ricerca di voli che però offre anche consigli su turismo e altri argomenti collegati, come appunto dei locali dove si possa gustare buona birra e buona tavola in un ambiente “giusto”. Ed ecco quello che è successo per il pub livornese, che si è ritrovato nella classifica e lo ha saputo da alcuni aficionados delle sue birre che hanno avvertito i titolari della bella notizia.

«Francamente non ci pensavo neppure, spiega Fabio Botti, 51 anni, titolare del The Bad Elf - poi ho capito cosa era successo: qualche tempo prima era venuta una persona che mi aveva detto di essere una giornalista e che sapeva tutto sulle birre: poi, alla fine - ho saputo che il suo lavoro era proprio quello ed ecco come siamo finiti nella classifica, senza sapere nemmeno che eravamo in ballo per entraci».

Una bella soddisfazione per Botti, che ha aperto il pub nel 2009, insieme a sua moglie Virginia Sardi, dopo che dal 2001 al 2009 aveva gestito il London Pub, uno dei locali del genere più noti in città, ha deciso di tentare una strada completamente diversa, aprendo un pub dove si puntasse più sulla qualità e l’assortimento delle birre. «Io sono di Roma, e fino al 2000 avevo lavorato come informatico, poi sono venuto a Livorno, ho conosciuto Virginia e ho dato una svolta alla mia vita dicendo basta ai Pc per seuire quella che sentivo essere la mia vera inlcinazione».

E da allora Fabio è andato davvero “a tutta birra”: dopo il London, per il suo locale, ricavato in una ex trattoria di via della Posta - «Volevo un posto che fosse in centro ma lontano dai giri classici della movida, come la Venezia, dove per me saremmo stati in troppi» - ha curato l’arredamento in stile pub britannico, come il simbolo, un elfo che effettivamente ha una faccia non proprio buonina, realizzato dalla disegnatrice Silvia Campanella su indicazione dei due soci. Qui Fabio si occupa delle birre e Virginia della cucina. Così ecco che Botti si è tolto la soddisfazione di tenere nel suo pub ben 200 tipi diversi di birra, soprattutto ingklesi e irlandesi, ma anche belghe, statunitensi, e tedesche, oltre a buona rappresentanza di italiane di qualità. «Abbiamo voluto puntare proprio sulla qualità - sottolinea Botti - infatti il 90% delle nostre etichette sono di birre artigianali o comunque di piccoli birrifici, e abbiamo anche scelti di impiantare due spine a pompa, senza gas, per poter spillare dal fusto una birra che conservi al massimo il suo aroma originale».

Insomma, come rileva anche Skyscanner, un tempietto della birra, dove si può trovare persino la rara Oyster Stout del brewpubPorterhouse di Dublino. In cucina, accanto alle pietanze italiane, piatti tipici inglesi, irlandesi e scozzesi, come il manzo alla stout, l’haggis scozzese e le jacked potatoes, che la fanno da padrone nelle serate a tema che spesso animano il pub. Tra queste si segnalano quella per St. Andrews, patrono di Scozia, e quella di St.Patrick, patrono d’Irlanda, ma anche quella in onore del poeta Robert Burns, e quelle con musica irlandese eseguita dal vivo tra i tavoli del pub.

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di Redazione web