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«Manovra iniqua tutta da rifare»

«Manovra iniqua tutta da rifare»

Cannito va all’attacco: «Altro che tagli del governo, rimandate i vostri programmi»

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LIVORNO. «Carta da gabinetto». Sempre rispettoso, ma anche focoso quando si arrabbia, il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito, ieri si è lasciato scappare questa frase di fronte agli atti sul bilancio che tra lunedì e martedì saranno discussi in consiglio comunale.

A Palazzo Civico ha spiegato perché Città Diversa non voterà la manovra proposta dalla giunta a 5 Stelle. Scelta, quella di non votare o votare contro, che a quanto risulta sarà sposata anche dalle altre forze di opposizione. Cannito mette subito in chiaro che Città Diversa non presenterà neppure emendamenti per provare a modificare le scelte della squadra di governo. «Perché questa manovra – interviene – è nel suo complesso sbagliata e iniqua: presentare emendamenti sarebbe come provare a risolvere il problema con un pannicello caldo...».

«Quando alcune settimane fa – riprende – lanciai l’allarme sulla stangata delle tasse e sui tagli preoccupanti al sociale, il gruppo del M5S rimase molto colpito, ma alla fine non è stato fatto nulla di concreto. E questo è grave e controproducente». Il leader della lista civica si riferisce all’atto di indirizzo per diminuire le imposte («ma dal 2016», alza il sopracciglio) e all’emendamento M5S per rivedere al ribasso l’aumento dell’Irpef per il secondo scaglione di reddito (nell’articolo in alto).

«Intanto – riprende – ci avevano detto che la manovra non si poteva modificare, invece in parte la modificano, rivedendo l’aumento dell’Irpef e ripensando al recupero dell’evasione e alle multe: è quasi offensivo». «E comunque – attacca – rispetto all’Irpef stiamo parlando di un risparmio di pochi spiccioli per le famiglie: si stanno salvando la faccia con un giochino sulle spalle della città». Cannito grida alla manovra «inaccettabile» perché «per le famiglie e per i più deboli sarà una stangata». «È un tradimento – dice – della promessa elettorale di moderare la tassazione. È irricevibile l’atto di indirizzo con cui dicono di voler diminuire Tasi, Imu e Irpef dal 2016: più un auspicio che altro. Prima il lavoro e il reddito, poi la tassazione».

Cannito mette l’accento su un punto: «È vero che ci saranno tagli al Comune per 5 milioni e mancati trasferimenti per altri 4, ma questa stangata servirà a finanziare per il 50 per cento le linee del mandato. È una scelta politica. Si può anche aumentare qualcosa, ma si rimandino i programmi e si pensi prima alle emergenze, lavoro e sociale».

Ok, ma Cannito cosa propone? È qui che il capogruppo tira fuori una sorta di mini spending review - “contromanovra finanziaria” per provare a dimostrare che i soldi che servono si possono «recuperare in modo diverso». Lo dice subito: «La mia è una provocazione seria per dire che in emergenza ci sono mille altri modi di operare». Nei 27 punti con relative cifre che tira fuori ci sono, ad esempio, i versamenti da parte dei grandi debitori («guardando al caso Aamps o ai canoni arretrati da Asa»), la «richiesta di solidarietà sociale volontaria da parte dei sottoscrittori di convenzioni e contratti col Comune», la lotta agli sprechi e i tagli ai costi della politica. Fa un esempio concreto: «No al direttore generale, eliminazione dei rimborsi per gli assessori, stop alle assunzioni a tempo di dirigenti esterni: tutto insieme ci costa 400mila euro in più». Sempre agli assessori chiede di «dimezzarsi le indennità» e «predisporre un piano per le farmacie comunali per recuperare 400mila euro». Mentre guardando al sociale auspica una revisione totale delle spese: «Nel programma dei 5 Stelle – dice – c’era scritto che avrebbero riorganizzato il welfare nei primi cento giorni di mandato. C’era anche un piano eccezionale di sostegno all’occupazione e al reddito, lo stiamo aspettando». (j.g.)

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