Toscana
«Ma la Darsena Europa non è la Tav-bis»
Sindacato e Gallanti al contrattacco contro le accuse del M5S: macché mafia, è l’unica possibilità per uscire dalla crisi
LIVORNO. «Leggiamo con preoccupazione le improbabili dichiarazioni politiche che vorrebbero darci a intendere che la realizzazione di nuove infrastrutture sarebbe soltanto sinonimo di cementificazione selvaggia e di infiltrazioni mafiose. Crediamo invece che nel piano regolatore ci siano le basi per puntare a un rilancio importante del porto di Livorno». Arriva dal sindacato Filt Cgil l’attacco ai consiglieri M5S che hanno detto parole di fuoco contro il nuovo Prg portuale, iano regolatore, arriva dalla Filt Cgil, e segue di un paio di giorni la precedente stoccata del presidente della Camera di Commercio, Sergio Costalli.
Anche stavolta l'occasione per l'affondo è un'iniziativa sul tema portuale alla quale, come nel caso di martedì scorso, sono assenti i rappresentanti di Palazzo civico. Al dibattito in agenda al Lem con il titolo “Sblocchiamo i porti, tuteliamo il lavoro” sono presenti i presidenti della tre Autorità portuali della Toscana (Giuliano Gallanti per Livorno, Luciano Guerrieri per Piombino, Francesco Messineo per Carrara) e il dirigente della Regione Enrico Becattini, tanti rappresentanti Cgil, livornesi e non. Però nessuna traccia del Comune: «Abbiamo cercato di coinvolgere le istituzioni locali invitando il sindaco di Livorno – sottolineano gli organizzatori – ma non abbiamo avuto alcun tipo di riscontro».
Benché l'incontro riguardi la regolamentazione nazionale dei porti italiani, ma presto spunta la polemica su Prg portuale, variante anticipatrice e soprattutto le dichiarazioni al vetriolo del gruppo consiliare a 5 Stelle. Per Simone Angella (Filt Cgil) è «necessario e ineludibile uno sviluppo a mare dell'infrastruttura portuale, per consentire l'attracco alle portacontainer di ultima generazione, che attualmente non hanno modo di usufruire del nostro scalo». Angella definisce «improbabili» le affermazioni secondo le quali il Piano regolatore sarebbe «soltanto sinonimo di cementificazione selvaggia e di infiltrazioni mafiose». E aggiunge: «Non capiamo quali siano i diversi progetti di chi mette in discussione gli unici strumenti attualmente disponibili per cercare di superare la pesante crisi».
A rincarare la dose contro il M5S è il numero uno dell’Authority Giuliano Gallanti, che parte dall'importanza strategica della futura Darsena Europa: «Solo chi non ha mai letto un giornale o non ha mai messo piede in porto non sa che quella è un'opera non solo possibile, ma necessaria, se non vogliamo che Livorno sia tagliata fuori dalla mappa dei porti che contano». E poi: «Accettiamo tutte le critiche, purché mosse dal buon senso».
Anche Claudio Picchiottino, segretario provinciale Filt Cgil, sottolinea una «difficoltà evidente che è sotto gli occhi di tutti». Il forfait del sindaco è il segno di un problema nell’avere un confronto con l’amministrazione della città: «Era impegnato? Avrebbe dovuto mandare un suo sostituto per ascoltare quello che i lavoratori hanno da dire». Il leader sindacale chiede che il sindaco «ci faccia comunque pervenire le sue valutazioni: a noi non interessano le diatribe a livello politico, ma abbiamo necessità di confrontarci sulle questioni reali. Non chiediamo altro che quel dialogo sociale che dovrebbe esistere in qualunque Paese che voglia dirsi democratico».
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