Il Tirreno

Livorno

artisti di strada

La coppia di giocolieri giramondo che fa spettacolo ai semafori

Rosanna Harper
Ilaria e Rafael in azione davanti all'ospedale
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Ilaria e Rafael in azione davanti all'ospedale

Si piazzano agli incroci della città e quando scatta il rosso si esibiscono in brevissimi show per racimolare qualche spicciolo

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LIVORNO. Due vite, lontane geograficamente, ma legate dalla stessa passione. Quella per il mondo del circo, della giocoleria, dell'arte di strada, che li ha fatti conoscere nelle lontane terre sudamericane, e che li ha uniti in un percorso fatto di spettacoli, soprattutto on the road, come quelli che realizzano ai semafori, una volta che le macchine si trovano tutte allineate, davanti al rosso. Ilaria, 25 anni di Milano, sembra un folletto, uno di quei personaggi usciti dalla fantasia di Tim Burton: vestita di rosso e di nero, indossa un buffo cappello a bombetta che ricorda vagamente quello di Charlot. Una passione, quella per il circo, sbocciata nel momento in cui stava chiudendo il suo percorso universitario, a Rio De Janeiro dove si trovava per ultimare la tesi. Dal corso di educazione sociale, che frequentava a Bologna, verso una vera e propria educazione artistica, fatta di strada e tanti chilometri percorsi e ancora da percorrere. Lui, invece, è Rafael, ha 28 anni e viene dal Venezuela, più precisamente da Barquisimeto: capelli ricci, coperti da un capello, che porta senza fare cadere, nonostante le piroette e i giri di mano che fa compiere ai birilli.

È un artista circense a tutto tondo, da oltre dieci anni: del resto, come lui stesso racconta, in Sud America è del tutto normale trovare persone che ai semafori improvvisano siparietti o che lanciano birilli, destreggiandosi abilmente in mezzo al traffico. Insomma: una normalità che in Italia si affaccia solo timidamente. Ilaria e Rafael si sono conosciuti un anno e mezzo fa a Caracas, al Nuevo Circo de Caracas, una scuola triennale di perfezionamento artistico che Chàvez volle donare a un gruppo di artisti. E da allora non si sono più lasciati: con il loro furgone, una vera e propria casa itinerante, in cui mangiano e dormono, attraversano stati e paesi, per portare la loro giocosa arte in giro per i continenti.

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Dal loro ultimo viaggio, in Africa, hanno fatto tappa anche nella nostra città: una scelta praticamente obbligata, visto che la loro nave faceva scalo proprio nel porto livornese. Qualcuno, negli ultimi due giorni, li avrà sicuramente intravisti, passando in prossimità dell'ospedale, all'incrocio trafficatissimo che da piazza Damiano Chiesa si allunga verso viale Carducci. È la zona che hanno scelto per improvvisare il loro siparietto: un minuto e mezzo di semi comicità (la durata temporale di un semaforo rosso), in cui Rafael si è esibisce, lanciando in aria le clave, tre grandi birilli rossi. Nel bel mezzo dello sketch entra in gioco Ilaria che risveglia il suo collega da una sorta di immobilità, con un sonoro calcione, suscitando così le ilarità di automobilisti e passanti. Il tutto si conclude con un giro in mezzo alle macchine: un modo per racimolare una piccola offerta, il compenso del loro lavoro, senza chiedere nessuna carità. L'arte del circo, sottolineano i due ragazzi, sembra facile, ma in realtà richiede molto impegno e sacrificio, sicuramente tante ore di allenamento. E in più, dicono, non è impresa facile vivere per strada, al freddo, spesso senza nessuna sicurezza.

"I livornesi – ha detto Ilaria – sono stati molto generosi. Un pubblico recettivo e molto attento, che ha saputo divertirsi. Nessuno ha creato problemi, in molti si sono complimentati, dicendoci “bravi bimbi”. Tante le persone che sono rimaste sorprese: non è da tutti i giorni vedere due ragazzi che stazionano vicino ai semafori, per fare teatro. In Italia, infatti, non è ancora molto diffusa l'arte di strada: in Sud America, invece, è una consuetudine. I livornesi sono curiosi: qualcuno si è fermato a fare due chiacchiere. Una cosa che ci ha fatto molto piacere. Presto ritorneremo in città, ci siamo trovati bene". "Quello livornese – ha aggiunto Rafael – è un pubblico aperto, sicuramente meno snob rispetto a quello che ho trovato in Brianza". I due ragazzi sono stati ben accolti anche dai negozianti della zona, con qualcuno hanno fatto addirittura amicizia. "Mi sono fermata a guardarli perché sono bravissimi – ha detto Stefania, livornese. Mi sono molto divertita. Una cosa nuova, che non ha recato disturbo". Rosanna Harper

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