Il Tirreno

Livorno

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Drass, sos dai figli dei lavoratori: "Salvate la nostra fabbrica"

di Juna Goti
Un fermo immagine del video della Drass che sta facendo il giro del web
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Un fermo immagine del video della Drass che sta facendo il giro del web

Un video girato con i bambini e le bambine dei dipendenti fa il giro del web: l'azienda, che dà lavoro a 150 persone, rischia di chiudere per colpa di un sottopasso che la dividerà in due

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LIVORNO. Questa volta a gridare aiuto non sono i dipendenti. Sono i loro figli, bambine e bambini, in un video (intitolato "Così Livorno si prepara al 2015") che sta facendo il giro del web. Al centro c'è la Drass, ovvero l'azienda livornese numero uno al mondo per camere iperbariche di grande profondità, che rischia di morire perché il tracciato del nuovo sottopasso ferroviario delle Sorgenti, nei prossimi mesi la taglierebbe in due.

Il video parte con questa scritta: "Durante una giornata di lavoro". Poi ecco che a "lavorare" in fabbrica con le Lego appaiono i i figli dei dipendenti. Giocano, sorridono, fino a quando un altro bambino, che indossa i panni del ferroviere, entra e dice: "Ragazzi spostatevi che da qua dobbiamo far passare una strada". "Guarda - gli risponde un'altra bambina - forse ti stai sbagliando, qui noi lavoriamo e diamo da mangiare ai nostri bambini". "Non mi interessa - gli risponde lui - io esproprio e faccio come mi pare".

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.9437105:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2014/06/16/news/la-fabbrica-tagliata-in-due-dal-nuovo-sottopasso-fs-1.9437105]]

Sullo schermo iniziano a scorrere alcune frasi: "Faresti trattare così i tuoi figli, Livorno? Dal gennaio 2014 - si legge - la Drass di Livorno, una ditta che dà lavoro ad oltre 150 persone più indotto locale, è a rischio chiusura a causa della scelta di Rete ferroviaria italiana e Comune di Livorno di attraversare l’area produttiva con la rampa di un sottopasso". "Esistono semplici percorsi alternativi", viene sottolineato, prima di puntare il dito contro la procedura di esproprio e quelli che vengono definiti "danni" e "vizi". "È in corso una vertenza legale - si legge ancora - per dimostrare l’illegittimità dell’esproprio. Ma l’amministrazione procede senza attendere il giudizio del tribunale e incurante dei danni che sta causando".

 

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