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bilancio e tasse

Addizionale Irpef, i consiglieri M5S correggono la giunta

Alcuni degli esponenti del gruppo consiliare M5S: il primo a sinistra è il capogruppo Francesco Bastone (Pentafoto)
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Alcuni degli esponenti del gruppo consiliare M5S: il primo a sinistra è il capogruppo Francesco Bastone (Pentafoto)

Non è l'inversione di tendenza che avevano sperato immaginando di scendere sotto l'aliquota dell'era Cosimi, ma per il secondo scaglione di reddito (15-28mila euro) contano di far scendere il prelievo dell'addizionale Irpef dallo 0,77% allo 0,65%. Così il gruppo consiliare M5S vuol correggere la giunta: ecco le cifre

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LIVORNO. Per l’aliquota Irpef (secondo scaglione di reddito, in salita come Tari, Tasi e Imu) si profila una strada di mezzo: non un abbassamento rispetto al tetto attuale, come aveva chiesto il gruppo a Cinque Stelle, ma neanche un aumento fino allo 0,77 come proposto in prima battuta dalla giunta. Per il sociale, invece, il taglio potrebbe essere dimezzato, ma restare comunque pesantissimo: da circa 850mila a 450mila euro.
Sono queste, a conti fatti, le principali modifiche che il gruppo di maggioranza chiederà di fare alla manovra di bilancio messa in piedi dalla sua stessa giunta.

I consiglieri del Movimento stanno ancora lavorando ai conti del comune, ma nel palazzo sono già circolati i primi due atti che porteranno in consiglio comunale tra lunedì e martedì. Il primo è un atto di indirizzo in cui, in sostanza, il gruppo M5S punta il dito contro i tagli del governo e rimanda il tentativo di abbassare le tasse locali al 2016. «I tagli per il Comune di Livorno nel 2015 – si legge – corrispondono a circa 5 milioni di euro». Ai quali, scrivono i consiglieri, vanno sommati i minori trasferimenti da Stato e Regione per circa 4,2 milioni.

«Considerando – riprende la nota – che l’approvazione del bilancio di previsione 2015-2017 prevede maggiori entrate per l’innalzamento dell’Irpef (tranne il primo scaglione di reddito), della Tasi e dell’Imu per far fronte alla diminuzione delle entrate e per consentire l’erogazione dei servizi essenziali», viene chiesto al sindaco e agli assessori di «perseguire come obiettivo prioritario la diminuzione delle aliquote Irpef (per i primi due scaglioni fino a prevedere una soglia di reddito minima da esentare), Tasi e Imu già a partire dal 2016». «Le risorse per la copertura delle minori entrate – conclude l’atto – dovranno derivare da piani di contenimento delle spese che coinvolgano tutti i settori dell’amministrazione».Ok, ma intanto l’aumento delle tasse locali per oltre 10 milioni previsto per il 2015 resta...

Il gruppo di maggioranza – a quanto si legge per ora – proverà e rimodulare in parte l’aumento dell’Irpef e i tagli al sociale con l’emendamento che viene subito dopo. La sostanza è questa: 1) la giunta voleva portare l’aliquota per la seconda fascia di reddito (da 15 a 28 mila euro) dallo 0,50 attuale allo 0,77%; 2) pochi giorni fa, per bocca del consigliere Alessandro Mazzacca, il M5S aveva chiesto agli assessori di fare un passo indietro e di scendere addirittura allo 0,45; 3) l’emendamento saltato fuori ora recita invece così: «Stabilire l’aliquota addizionale Irpef per il secondo scaglione nella misura dello 0,65%».

Per coprire le minori entrate rispetto alle previsioni e per recuperare anche qualche soldo, ecco quindi che il gruppo propone di tornare a guardare al “recupero evasione tributi”, ai “proventi delle sanzioni al condice della strada” (in altre parole alle multe) e alla “procedura di gara per il servizio distribuzione gas naturale” con “contributi da imprese” per un totale di circa 812mila euro. Soldi che in parte (circa 100mila euro) dovrebbero servire a reintrodurre social card e borse lavoro, al momento totalmente cancellate dalle previsioni per il 2015. Al punto 3 dell’emendamento viene poi chiesto di recuperare per il sociale «ulteriori 300mila euro dall’avanzo di amministrazione». Per un totale di circa 400mila euro, a fronte degli oltre 800mila che a oggi verrebbero a mancare al settore.
 

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di Redazione web