Il Tirreno

Livorno

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Si dà malato e salta l'udienza ma lo trovano sottocasa a lavorare

lara loreti
Un'aula di tribunale
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Un'aula di tribunale

Ancora guai per il vigile livornese accusato di aver fatto il doppio lavoro: il pm manda la polizia municipale a controllare alla sua abitazione

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LIVORNO. L'intuizione del pm; un certificato che non convince; una verifica. Poi la conferma: il magistrato non si è sbagliato. L'imputato non si presenta in udienza, depositando un certificato medico per una prostatite, ma dagli accertamenti disposti dalla Procura e svolti dalla polizia municipale emerge che in realtà lo stesso imputato, alla stessa ora fissata per l'udienza, non è a riposo, ma si trova sotto casa sua e sta scaricando dei pannelli di legno. Attività lavorativa che è andata avanti per cinque giorni (il certificato medico era di sette).

Protagonista della vicenda Fabio Dominici, il vigile urbano di 58 anni, accusato di truffa ai danni dello Stato per aver svolto un secondo lavoro nell’orario di servizio, vicenda per cui il processo è tuttora in corso. Ora sull’agente della municipale pende un’altra nuova accusa. Il pubblico ministero, Giuseppe Rizzo, lo stesso che ha guidato le indagini sulla truffa, lo ha indagato per false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all'autorità giudiziaria (articolo 374 bis del codice penale). Nei giorni scorsi, il magistrato ha chiuso le indagini, che, anche in questo caso, come per l’inchiesta sulla truffa, sono state svolte dai colleghi di Dominici della polizia municipale.

La storia ha preso il via la mattina stessa della scorsa udienza, il 17 ottobre, in cui si sarebbe dovuto svolgere il dibattimento per il caso della truffa ai danni dello Stato. Quella mattina in aula gli avvocati di Dominici, due legali romani, si sono presentati da soli ed hanno esibito, a nome del cliente, un certificato medico del pronto soccorso, dove il vigile si era recato due giorni prima. Come accertato dagli investigatori, il documento parlava di un impedimento non assoluto, ma relativo, con prognosi di sette giorni.

Quindi secondo l’accusa in teoria Dominici sarebbe potuto essere presente in aula. Ma secondo quanto mandato a dire dallo stesso vigile, quella mattina la situazione di salute si era aggravata, tanto che era stato necessario l’utilizzo del catetere. Tuttavia, queste spiegazioni non hanno convinto il pm Rizzo, che ha disposto una verifica la mattina stessa dell’udienza. Ed è stato allora che la polizia municipale, delegata dalla Procura, ha scoperto che Dominici stava svolgendo lavori pesanti, che come emerso dalle indagini, sono proseguiti anche i giorni successivi. Il 20 febbraio invece ci sarà la prossima udienza del processo per truffa: secondo l’accusa, Dominici, mettendosi un giaccone sulla divisa e togliendosi il cinturone con l’arma, svolgeva lavori durante l’orario di servizio nella polizia municipale.

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di Redazione web