Il Tirreno

Livorno

NEL SETTORE PUBBLICO

Provincia, vacilla il posto e scatta l'assemblea permanente

Matteo Scardigli
Lavoratori della Provincia in assemblea nell'aula consiliare di Palazzo Granducale
◗
Lavoratori della Provincia in assemblea nell'aula consiliare di Palazzo Granducale

Anche il settore pubblico non è indenne dal terremoto occupazionale: i dipendenti della Provincia temono per la loro sorte. Al pari di quanto avvenuto in molte altre città, anche a Livorno è scattata la protesta dei lavoratori. Sono in assemblea permanente

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Caos in Provincia, i dipendenti livornesi sul piede di guerra proclamano l’assemblea permanente: «Noi traditi da Kutufà e dal Governo. A Franchi è toccata la pagliuzza corta, con lui cerchiamo il dialogo e una sponda con Roma».

Le Provincie chiuderanno: a questo i lavoratori sono ormai rassegnati, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’emendamento Santini alla legge di stabilità, depositato in zona Cesarini presso la commissione bilancio al Senato, che con nuovi tagli mette a rischio 20mila posti di lavoro creando di fatto «la più grande crisi aziendale in Italia»; martedì ci sarà la votazione, e loro temono il ricorso alla fiducia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.5881109:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2012/10/17/news/provincia-protesta-ironica-la-sfilata-dei-lavoratori-1.5881109]]

A Livorno sono sulla corda in 345: appena meno che alla Trw. E stavolta non c’è di mezzo una multinazionale straniera ma lo Stato italiano. «Come Renzi si è impegnato con gli operai delle acciaierie di Terni, così faccia con i lavoratori delle Provincie», dice Mauro Scalabrini, rappresentante della Cgil funzione pubblica: «Qui i lavoratori sono dieci volte tanti, in un ente solo ci sono “dieci acciaierie”».

La legge di stabilità prevede per i dipendenti, dopo l’abolizione delle Provincie, due anni di mobilità e poi il trasferimento in altri àmbiti pubblici, ma – spiegano Cgil, Cisl, Uil e Rsu – «nel disegno governativo è previsto che ad accollarsi la maggior parte degli esuberi siano gli enti territoriali, cioè i Comuni e, in seconda battuta, le Regioni. Però mancano i soldi, e poi ci sono i blocchi delle assunzioni previsti imposti dalla legge Fornero».

Molte Provincie in tutta Italia sono in stato di agitazione: alcune scioperano, altre occupano; i sindacati nazionali hanno promosso l’occupazione a partire da oggi.

A Livorno, mentre i sindacati e le Rsu si dividono anche sull’ordine del giorno dell’assemblea, si è scelta intanto una via più diplomatica, con il presidio permanente della sala consiliare di palazzo Granducale, sede della Provincia, con tanto di installazione di un gazebo sotto i portici, e poi striscioni da appendere in tutte le strutture provinciali, a cominciare dalle scuole.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.6128118:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2012/12/01/news/striscione-steso-sulle-scale-non-calpestate-il-lavoro-1.6128118]]

Ma i lavoratori non escludono il ricorso a gesti eclatanti qualora la situazione dovesse volgere al peggio. Inevitabile in ogni caso il disagio per i cittadini livornesi, visto che “assemblea permanente” vuol dire che i dipendenti si presenteranno sul posto di lavoro in numero ridotto (o non si presenteranno affatto) per partecipare alle discussioni o ad altre manifestazioni.

Dentro tutta questa storia nel segno della preoccupazione per il posto di lavoro c’è un aspetto ancor più paradossale di tutti gli altri: riguarda i lavoratori dei Centri per l’Impiego, che si occupano di trovare lavoro agli altri. Sono dipendenti della Provincia, oltretutto precari, e potrebbero presto trovarsi a doversi presentare all’altro lato della scrivania scrivania” per farsi un colloquio da sé in cerca di un posto di lavoro.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato