Sicurezza
Basta con i blitz, la città deve discutere
«In un presente difficile e complesso come quello attuale, forte è la tentazione di scegliere strade e soluzioni semplificatorie. Accade allora che la politica tradizionale, invece di assumere la...
«In un presente difficile e complesso come quello attuale, forte è la tentazione di scegliere strade e soluzioni semplificatorie. Accade allora che la politica tradizionale, invece di assumere la complessità come occasione per intraprendere strade nuove e coraggiose, si rifugia nel mero esercizio del potere, mostra i muscoli, declama, genera figure di leader e governanti "decisionisti" e salvifici"». Parte così la lunga lettera aperta che l’Osservatorio Trasforma- zioni Urbane dedica alla questione del Prg portuale e a quello che giudica un blitz della Regione: nel mirino il fatto che ogni opinione diversa è considerata «una perdita di tempo».
L’Osservatorio ripercorre la gestazione della nuova legge regionale sull’urbani- stica per rilevare che è solo in extremis che viene inserita una norma che di fatto si applica solo a Livorno e dà solo 60 giorni di tempo alla giunta municipale per varare la variante altrimenti sarà la Regione a sosti- tuirne i poteri. Cos’è accaduto fra gennaio e novembre scorsi? L’Osservatorio chiede al governatore Rossi e all’assessora regionale Marson di spiegarlo.
Ma c’è anche un altro aspetto relativo alle date: dal luglio 2008 in poi non è mai stato attivato un percorso di partecipazione che facesse uscire la discussione sul Prg portuale dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Eppure – insistono gli esponenti dell’Osservatorio – il porto è cosa troppo seria e importante per lasciarla solo nelle mani della comunità portuale. Basti pensare all’impatto che il porto ha sulla città nel suo complesso, sia come opportunità di sviluppo che come problemi.
Ad esempio, viene considerato l’intervento sulla Fortezza vecchia come “mitigazione” di impatto che l’Authority offre alla città: perché invece non si occupa di trovare in porto uno spazio per il depuratore del Rivellino così da liberare uno spazio urbano importante? Di più: alla Porta a Mare (foto) – si afferma – anziché partire dal porto turistico si è guardato all’operazione immobiliare. Ma proprio per questo dev’essere la città (e dunque i cittadini) a occuparsene.
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