Gioco
La scheda - Non più solo i bar: la stretta colpisce dove ci sono “vincite in denaro”
Vietate aperture di centri di scommesse e slot in un raggio di 500 metri da scuole, luoghi di culto, centri ricreativi e sportivi e socio-sanitaru
Maglie più strette per i centri scommesse. E per qualunque luogo o attività che abbia newslot o videolotery, le macchinete che garantiscono vincite in denaro, anche se non sono bar o pubblici esercizi. Al contrario, la legge regionale che ridefinisce i limiti e i divieti delle attività a rischio “ludopatia”, è meno severa nei confronti delle sale giochi. Anzi non prevede più il limite di apertura nel raggio di 500 metri dai “luoghi sensibili” come scuole o chiese a patto che abbiano solo videogiochi o macchinette che distribuiscono gadget come vincite.
I nuovi divieti. La legge approvata dal consiglio regionale (che modifica la norma contro il gioco patologico già approvata a ottobre 2013) vieta l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincite in denaro in un raggio di 500 metri da scuole, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semi-residenziali socio-sanitarie. Per definire meglio il concetto di divieto sostituisce la dizione e il concetto di “sala giochi” con quella di “centro scommesse” e la dizione di “spazi per il gioco” con quella di “spazi per il gioco con vincite in denaro”.
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pazi per il gioco con vincite in denaro. Si intende per spazio per il gioco con vincita in denaro qualunque luogo pubblico o aperto al pubblico o un circolo privato in cui siano presenti (e accessibili) videolottery e new slot. Quindi il concetto non è più limitato solo a bar e pubblici esercizi in generale.
Centri scommesse. Il divieto di apertura nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili vale anche per i centri scommesse «a prescindere dall’eventualità che tali centri detengano anche newslot e videolottery», come scrive il consigliere di Sel Enzo Brogi, nella relazione illustrativa alla legge. In sostanza, le distanze di sicurezza di devono rispettare per tutti i giochi con scambio di denaro (come le scommesse) che possono dare dipendenza.
Videogiochi. Decade, invece, l’ostracismo per le sale giochi portatrici “sane” di videogiochi o di giochi senza premi in denaro. «Gli apparecchi che non comportano vincite in denaro e quindi non sono riconducibili al fenomeno della ludopatia - osserva ancora Brogi nella relazione alla legge - appartengono a una categoria assai composita. In questa categoria rientrano sia alcuni apparecchi a basso impatto sociale (quelli che distribuiscono premi consistenti in piccola oggettistica, ad esempio) sia i videogiochi che pur destando notevoli preoccupazioni anche sotto il profilo della dipendenza non costituiscono gioco patologico». Ilaria Bonuccelli
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