Gioco
Rossi conferma i 170 milioni per il porto
Ma il governatore della Toscana sollecita il sindaco a dare l'ok al nuovo piano regolatore: "Nessuna invasione, qualcuno dimentica che la competenza è della Regione"
LIVORNO. «Nessuna volontà di sostituirci all'amministrazione: siamo anzi fin troppo democratici, se è vero che in altre realtà l'atto è approvato direttamente in Regione». «È necessario che il progetto parta nel giro di tre mesi, altrimenti questa città sarà tagliata fuori dalle opportunità del Mediterraneo». E ancora: «Se qualcuno vuole proporre modifiche, allora predisponga in futuro le varianti al Piano regolatore». Era quasi inevitabile che partisse dalla discussa legge 65 e dai dissapori - sulla questione Prg del porto - con l'amministrazione comunale a Cinque Stelle il governatore Enrico Rossi, intervenuto martedì 16 al convegno intitolato "Livorno nello scenario della portualità europea", iniziativa che ha radunato in Camera di Commercio gli operatori marittimi del territorio e importanti esperti del settore.
Un appuntamento nel quale il "grande assente" è stato il Comune: il sindaco Filippo Nogarin si era lamentato per un mancato invito tra i relatori del convegno, rivolgendo le critiche al presidente della Regione; Rossi aveva risposto come l'evento fosse in realtà organizzato da Asamar e Spedimar, oltre che dalla Camera di Commercio, con il presidente Sergio Costalli che a sua volta aveva spiegato di aver invitato al convegno anche il primo cittadino livornese. Ma non al dibattito, però... Sia come sia, l'assenza degli esponenti dell'amministrazione locale si è fatta sentire perché nel corso del dibattito, tra autostrade del mare e regolamentazioni europee sui servizi portuali, è tornato con forza alla ribalta il tema del Piano regolatore e della relativa variante anticipatrice che dovrà essere approvata entro febbraio dal Comune, perché in caso contrario, proprio grazie alla legge 65, potrà intervenire direttamente la Regione, autorizzata a "sostituirsi" all'ente locale.
«Chi parla di invadenza da parte nostra - precisa Rossi a tal proposito - dovrebbe ricordarsi che abbiamo potuto inserire quel passaggio nella normativa proprio perché la competenza è della Regione«. Il governatore mette in fila anche cifre e scadenze in merito alla Darsena Europa: "Per finanziare i lavori la Regione ha messo a bilancio 170 milioni di euro. Altrettanti sono quelli che può reperire l'Autorità Portuale, mentre altri 170 li chiederemo al governo. Entro tre mesi - prosegue Rossi - dobbiamo riuscire ad appaltare almeno due terzi del progetto. Anche perché - avverte - nel 2016, con la nuova contabilità regionale, noi non saremmo in grado di garantire il finanziamento". Il presidente della Regione trova anche il tempo per una battuta distensiva nei confronti del sindaco Nogarin, quando sottolinea l'importanza del concetto di competitività oltre a banchine e infrastrutture: «Ho consigliato al sindaco di mettere un pannello in piazza Grande, spiegando cosa sia la competitività in porto. Un bel cartello con le caratteristiche dei porti di Genova, di Barcellona e di altre realtà internazionali, con vari punteggi. Ecco: Livorno in quel pannello dovrà avere un punteggio di almeno 0,01 in più se vorrà essere appetibile agli occhi degli armatori».
Così, alla fine, la bordata più forte all'amministrazione a 5 Stelle (o, più precisamente, ai 20 consiglieri grillini autori di un duro documento contro il nuovo Piano regolatore) la tira il presidente della Camera di Commercio. «Ringrazio Rossi per la legge 65 - afferma Costalli - che dà tempi precisi per l'approvazione della variante anticipatrice. C'è qualcuno che oltre a dire che il Piano regolatore è un'oscenità, vorrebbe pure rimettere tutto in discussione dopo anni di analisi e studi. Non credo che ci riuscirà, personalmente spero proprio di no. Adesso basta - tuona Costalli - il tempo dei discorsi è finito: c'è un limite a tutto, ora dobbiamo andare avanti e rendere lo strumento operativo". Il presidente dell'Autorità Portuale, Giuliano Gallanti, si limita invece a ricordare che «se Livorno vuole restare sulla mappa dei traffici internazionali deve dotarsi della Darsena Europa, altrimenti il porto non sarà in grado di ricevere le grandi navi che da qui a poco monopolizzeranno il Mediterraneo». «Si possono fare chiacchiere quanto si vuole - chiosa Gallanti - ma la realtà è questa: la Darsena Europa è una struttura fondamentale per cogliere le opportunità del futuro. Così come'è, il nostro porto non consente l'accesso a navi oltre gli 8 mila Teu. E tra qualche anno tutte le navi saranno di dimensioni addirittura superiori». "Lo scenario europeo conclude Gallanti - è difficilissimo, ma noi avremo un vantaggio rispetto ad altri: oltre alla Darsena Europa, Livorno sarà il primo porto con un collegamento diretto tra banchine e vie ferroviarie, senza dimenticare i collegamenti con il retroporto. Il nostro è un progetto fortemente credibile, che trasformerà Livorno da porto marginale a realtà significativa nello scenario del Mediterraneo".
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