Gioco
Intitolata a papa Francesco la "casa" dei più piccoli
A Quercianella nasce un progetto di solidarietà di Caritas e suore vincenziane Figlie della Carità: venerdì 19 l'inaugurazione col vescovo. Accoglierà i piccolissimi sotto i 6 anni che, per vari motivi, devono essere allontanati dai loro genitori
LIVORNO. Il taglio del nastro è previsto per venerdì 19, ma nel giorno del compleanno del pontefice la diocesi ha chiamato a un sopralluogo pre-inaugurale alla “casa papa Francesco” i principali donatori che hanno contribuito a far nascere quella che suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas, e il vescovo Simone Giusti chiamano “opera-segno”: una struttura operativa che sia simbolo dell’attenzione della Chiesa ai più indifesi. In questo caso, si tratta dei piccolissimi sotto i sei anni che per un motivo o per l’altro, magari per decisione del Tribunale, sono costretti a vivere separati dai loro genitori e – com’è stato detto – “hanno bisogno di un rifugio che sappia accoglierli”.
La casa intitolata al Papa è a Quercianella: in tandem con la Caritas l’hanno promossa le suore vincenziane Figlie della Carità, che hanno messo a disposizione il fabbricato e l’hanno ristrutturato a proprie spese (“con un intervento da 400mila euro”). L’arredamento degli interni è stato donato da Ikea mentre i vari elementi del parco giochi sono stati offerti da Lions e Rotary (“sono giochi educativi di tipo tedesco, non una semplice altalena più scivolo”, dice suor Raffaella) e la cucina è stata realizzata con il contributo di Unicredit. Dal sito della diocesi è stato sottolineato che fondi sono arrivati anche dai privati e dagli allievi dell’Accademia Navale così come dalla Caritas Italiana che ha destinato un quota dell’8 per mille.
Al sopralluogo hanno partecipato Gino Baldi (per il Lions) e Augusto Parodi (per il Rotary), oltre che, in rappresentanza di Unicredit, il responsabile regionale delle relazioni istituzionali Guido Guidarini insieme a Roberto Pullerà e Marcello Chioatto.
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E se Baldi sottolinea il ruolo di trascinatrice di questa religiosa (“lei ha creduto in questo sogno e, coinvolgendoci, in appena un anno l’ha reso concreto compiendo un miracolo”), Parodi sottolinea la volontà di collaborare con la Caritas in nome della “concretezza dei progetti” (“abbiamo sostenuto le Sorgenti della Carità e proseguiremo a farlo perché riteniamo fondamentale intervenire a sostegno della sfera sociale come viene fatto anche con altre associazioni e onlus”).
Guidarini insiste sul mondo con cui un grande gruppo come Unicredit interviene per aiutare il no-profit. Un esempio è Carta Etica: per ogni spesa sostenuta dal cliente la banca, senza costi aggiuntivi, assegna una piccola quota a progetti di solidarietà. Un altro esempio è Il Mio Dono: un migliaio di onlus in tutta Italia sono passate al vaglio da Unicredit che le inserisce su un sito sul quale ognuno è chiamato a votare, poi la banca distribuirà i fondi sulla base dei consensi web di ciascuna associazione.
“Dirvi grazie è poco: se siamo qui è perché siamo circondati dalle attenzioni di tanti amici”, segnala suor Spiezio presentando la nuova strutturaè ancora la suora a rilanciare ancor più avanti: “E’ un sogno e l’abbiamo reso possibile perché l’abbiamo fatto tutti insieme. Ma questo è solo l’inizio e non la fine: c’è bisogno di un auto per gli spostamenti dei bambini, c’è da attrezzare il giardino perché vogliamo aprirlo anche agli altri bambini”.
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