Sembra ieri, eppure sono giàpassati 25 anni. Ma Homer Simpson è sempre lo stesso, l’uomo (molto) imperfetto - irriverente, petulante, attaccabrighe, obeso, imprevedibile, egoista, inetto, apparentemente insensibile, ma anche sognatore - che insieme alla sua famiglia e ai personaggi che ruotano attorno ad essa nella cittadina di Springfield, è diventato un fenomeno di costume, che rispecchia un certo modo di vivere e di essere della provincia americana. Un modello che, seppure con le correzioni del caso, è esportabile ovunque nel mondo occidentale. Forse è proprio per questo, perché imperfetto lui e imperfetti tutti gli altri personaggi, che i Simpson sono diventati il cartone animato più famoso a livello planetario. Le nozze d’argento con la televisione Homer e la sua famiglia le hanno celebrate mercoledì 17 dicembre: in questa data, nel 1989, andò infatti in onda negli Stati Uniti il primo episodio della serie animata.
Oltre 560 episodi dopo (e con la 26ma stagione già rinnovata), la famiglia Simpson è sempre lì, anche in questi giorni del 25mo anniversario, pronta a raccontarsi quotidianamente (in Italia sulla piattaforma Sky, canale tematico della Fox dedicato ai cartoon), a litigare in diretta, a piangere e a ridere, ad affrontare i piccoli e i grandi problemi della vita, in una lotta impari contro i cattivi con la “C” maiuscola, come il padrone della centrale nucleare dove lavora Homer, e contro il lato oscuro che è dentro ciascuno di noi.

Hanno una strana colorazione gialla i Simpson. Marge, la moglie di Homer, ha persino i capelli blu e Bart, così come Lisa e la piccola Maggie che non parla ed ha sempre la tettarella in bocca, ha un taglio grafico dei capelli che solo i personaggi di un fumetto possono avere. Eppure i Simpson sono così veri, specchio della vita e della società contemporanea. Una sitcom ideata da Matt Groening che fece la sua prima apparizione assoluta - un minuto di registrazione - nell’aprile del 1987 al Tracey Ullman Show. Corti poi utilizzati durante gli stacchetti, prima che le storie diventassero di 20/25 minuti a episodio. Nacque così la vera serie, quella che debuttò il 17 dicembre 1989.
In questi giorni, Homer è come sempre alle prese con l’albero e con l’abito di Santa Claus da indossare per portare i regali, aiutato dal fedele cane di famiglia dal nome impossibile, ovvero Piccolo aiutante di Babbo Natale (il gatto, tutto nero, si chiama invece Palla di neve) a cui lega sulla testa un paio di corna per farlo assomigliare ad una renna. Anche per i Simpson, quest’anno, è un Natale di crisi. Ma Homer, steso sul divano, sogna le costolette di maiale, beve birra (la mitica Duff) e si ingozza di ciambelle con la glassa rosa. Fra un “brutto bacaropso” all’indirizzo del furbo e insofferente Bart che risponde con il mitico “ciucciati il calzino”.