Gioco
Ghiaccione, chiesti otto rinvii a giudizio
Requisitoria del pubblico ministero in aula. Sentite le parti civili e alcuni difensori degli imputati. Nuova udienza a gennaio
LIVORNO. Due ore e mezzo di requisitoria per spiegare, analizzare, scandagliare, pezzo per pezzo, indagato per indagato, il caso della maxi truffa immobiliare da tre milioni di euro, a Ghiaccione: una ventina famiglie disperate che hanno pagato, alcune interamente, case, che non sono mai state ultimate. Protagonista ieri mattina e poi di nuovo nel pomeriggio nell’aula del gup del tribunale di via Falcone e Borsellino, è stato il pubblico ministero Luca Masini, che ha guidato le indagini portate avanti dai carabinieri. S’è svolta in due tempi, una nuova puntata dell’udienza preliminare dell’inchiesta, che vede indagate otto persone. Davanti al giudice Gioacchino Trovato, oltre al pubblico ministero, c’erano gli avvocati difensori, alcune delle famiglie truffate, i legali delle parti civili e i rappresentanti della banca, la Cassa di risparmio di San Miniato, citata a giudizio come responsabile civile.
Una presunta maxi truffa immobiliare che è andata in scena tra Livorno, Collesalvetti e Cecina tra il 2008 e l’11 aprile 2013, su cui i carabinieri hanno indagato per due anni. Il sito in questione si trova a Ghiaccione, una località nel comune di Collesalvetti, dove tuttora delle case promesse, pagate e mai consegnate alle famiglie, ci sono solo gli scheletri. Un raggiro in cui, secondo l’accusa, ciascuno ha avuto un ruolo, dalla Carolina Srl, la società leader del progetto immobiliare (poi fallita), dai costruttori ai venditori, fino all’architetto e alla banca: due funzionari sono accusati di aver fatto firmare fidejussioni agli acquirenti spacciandole per mutui.
Ieri il pm ha ripercorso tutte le tappe del caso, spiegando per filo e per segno i capi di imputazione e le prove raccolte nel corso dell’indagine, suscitando l’interesse, ma anche l’emozione delle famiglie presenti, in primis quella di Marco Nocchi, il portavoce delle vittime, presente in aula con la moglie. «È stato come vedere un film - dice - c’era un silenzio incredibile, come se fossimo in chiesa...».
Dopo la requisitoria del pm, hanno preso la parola gli avvocati delle parti civili, Andrea Passerini, Andrea Massaini, Dario Solinas e Michele Cipriani, che hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati, associandosi alle richieste del pm. Passerini (che rappresenta la maggior parte dei truffati) ha chiesto poi il sequestro conservativo dei beni degli imputati ed anche del responsabile civile della banca Carismi, per gli ex dipendenti indagati, Gabriele Bracci e Susanna Audiberti, nei limiti del danno patrimoniale subito.
Ora la palla passa al giudice, che dovrà pronunciarsi sul rinvio a giudizio e sulla richiesta del sequestro di Passerini. Il giudice Trovato ha rinviato l’udienza al 7 gennaio, quando ci saranno le arringhe difensive dei legali (che ieri non hanno parlato) degli indagati Attilio Petrillo, Simona Cerrai, Nicola Pagliuca, Letizia Luci, Gabriele Bracci e Susanna Audiberti.
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