Il Tirreno

Livorno

Caro-rifiuti sotto i riflettori delle forze politiche

Caro-rifiuti sotto i riflettori delle forze politiche

Oggi commissioni congiunte per discutere l’aumento Tari di quattro milioni Sul tavolo le tariffe e il piano Aamps, che avrà anche un prestito dal municipio

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LIVORNO. Arriva oggi sui banchi del Comune la discussione sulla Tari. O meglio sull’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti che salirà complessivamente di 4milioni di euro: dai circa 35milioni di quest’anno ai 39milioni e 270mila euro del prossimo anno.

È questa la cifra riportata nella proposta di delibera che sarà discusso oggi dai consiglieri di Palazzo Civico in vista del consiglio comunale della prossima settimana. In municipio, nel pomeriggio, i presidenti Elisa Amato (Forza Italia) e Giuseppe Grillotti (Movimento Cinque Stelle) riuniranno in seduta congiunta la seconda commissione consiliare (Bilancio e Patrimonio) e la sesta (vivibilità urbana). Il via è previsto per le 15.

All’ordine del giorno ci sono l’approvazione del Piano tecnico finanziario di Aamps (in pratica il piano relativo al sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani del comune di Livorno) e l’ articolazione della tassa sui rifiuti, con le tariffe Tari per il 2015.

Nelle tabelle allegate allo schema di deliberazione che sarà votato dai consiglieri, si legge che «il costo del servizio relativo alla gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2015 ammonta a 39.270.000 euro» e che «i costi fissi ammontano al 51,3%, mentre i costi variabili il 48,7%». Per le utenze domestiche è previsto un gettito di 19.045.950 euro, per quelle non domestiche di 20.224.049 euro.

Oggi la discussione entrerà nel dettaglio della tariffazione che riguarderà da vicino famiglie e imprese. Con una certezza: l’aumento previsto è di oltre 4 milioni, che andranno ad aggiungersi ai 5 milioni che il Comune anticiperà ad Aamps per fare fronte alle difficoltà finanziarie.

Alla partecipata (che negli anni ha accumulato un indebitamento di 18 milioni, come ripetuto due giorni fa in commissione bilancio) serve in sostanza una iniezione di liquidità. In questi anni di sos-liquidità, dall’azienda dei rifiuti tutta di proprietà del Comune o dai fornitori in attesa dei pagamenti, ne sono partiti parecchi. Ultimo in ordine di tempo, quello lanciato a fine novembre dalla Cna: «Siamo fortemente preoccupati – aveva scritto il direttore della Cna Marco Valtriani prima di incontrare i vertici dell’ex municipalizzata – per il ritardo che Aamps sta nuovamente accumulando nel pagamento delle fatture alle aziende dell'indotto, rispetto agli impegni che erano stati presi nel corso dell'azione per il salvataggio della municipalizzata». Il riferimento era chiaramente al piano dell’allora amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi.

Fra le partecipate “ereditate”, Aamps sembra essere quella che preoccupa di più il Comune. Anche perché il funzionamento di questa azienda è strettamente legato al raggiungimento di obiettivi da sempre prioritari per il Movimento, come l’ampliamento del porta a porta e della differenziata, a fronte di un depotenziamento dell’inceneritore. Due giorni fa, in commissione consiliare, l’assessore al bilancio ha fatto sapere che il Comune farà all’azienda un “prestito-ponte”: in tutto 5 milioni di euro che, ha detto, Aamps dovrà restituire.

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