Gioco
E gli attivisti M5S donano l’abete alla città
Il movimento trova una soluzione . Soddisfatto Nogarin: «Se avessi più soldi, li destinerei al sociale»
LIVORNO. Come in ogni Natale che si rispetti dietro l'angolo, anzi dentro la piazza, potrebbe esserci la bella sorpresa, un bel regalo. Perché sembra proprio che la giunta abbia recepito la delusione dei livornesi per la decisione presa nei giorni scorsi di non allestire per quest'anno l'albero di Natale. E che stia lavorando per metterlo su questo benedetto albero. «Stiamo cercando una soluzione - spiega l'assessore al turismo Nicola Perullo - ma è chiaro che sarà una soluzione diciamo d'emergenza. Abbiamo pochissimo tempo, certo non è che si può montare l'albero di Natale il 23 dicembre. Quindi ci stiamo muovendo in fretta e siamo vicini a risolvere la questione già nei prossimi giorni».
In realtà, il Comune curerà solo gli aspetti organizzativi perchè, come spiega il sindaco Filippo Nogarin, «l’iniziativa di mettere un albero di Natale in piazza è curata direttamente dagli attivisti del movimento, che m i risulta abbiano già trovato una soluzione di massima per fare questo dono ai livornesi per le festività natalizie».
Quindi la giunta non spenderà un euro per l’albero di Natale. «Proprio così - conferma Nogarin - Non abbiamo la disponibilità per farlo. E se all’improvviso dovessero saltare fuori 10mila euro, li impiegherei per il sociale non per gli addobbi: ci sono tante emergenze da fronteggiare».
Ai commercianti che lamentano di essere stati ignorati, non coinvolti in una eventuale sponsorizzazione, risponde invece Perullo: "I soldi sono venuti a mancare all'ultimo momento. Per la questione del Mascagni che ha richiesto un esborso di 130mila euro ma anche perché c'erano da erogare degli assegni al sociale che non erano previsti. Che dovevamo fare? Penalizzare i cittadini in difficoltà e privilegiare l'albero di Natale? Era impensabile. E chiaro che se questa situazione si fosse presentata due mesi fa ci sarebbe stato tutto il tempo di contattare i commercianti e non solo loro.. Ora non c'è tempo di sedersi a un tavolo, mettersi d'accordo».
Poi però dal prossimo anno si cambierà e la strada è proprio quella delle sponsorizzazioni: «In tutte le altre città l'albero di Natale, ma anche le manifestazioni di vario genere, sono quasi sempre sponsorizzate da privati. A Livorno invece è radicata questa concezione di 'mamma Comune' che a tutto provvede. I tempi sono cambiati, non funziona più così. Il compito di un'amministrazione è certo quello di reperire risorse ma non di provvedere a tutto. Semplicemente perché i solidi non ci sono e ripeto, non solo a Livorno. I tagli colpiscono ovunque".
Intanto lo spirito labronico e l'impareggiabile capacità di ironizzare, seppur con amarezza, sui drammi grandi e piccini, non poteva non approfittare di quella piazza Grande vuota e ormai evocativa di una crisi che ci toglie persino il simbolo delle feste. Così, ieri mattina, è apparso un abete formato domestico con appesi tanti piatti di carta e di plastica bianchi e rossi con su scritti i nomi delle aziende livornesi che hanno chiuso, da Ciomei a Pirelli, da Trw alla Delphi. Più che uno "scherzo" una provocazione, un segnale "per chi non si rende conto che stiamo attraversando momenti terribili e pensa a fare le tragedie perché quest'anno non c'è l'albero di Natale. Eccolo qui l'albero di Natale che davvero parla di come gran parte dei livornesi vive le feste" si accalora Manrico, che si è incantato ad osservare l'albero e che ha due figli grandi senza lavoro. Un albero che dice molto di più di tante parole e la sintesi è il piatto bianco usato come "puntale". Sopra c'è scritto "il piatto piange" e ci sono dipinte due lacrime
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