Il Tirreno

Livorno

LA GUERRA DEL BILANCIO

Cosimi risponde ai 5 Stelle: «Accusano noi per nascondere le tasse»

di Giulio Corsi
Cosimi risponde ai 5 Stelle: «Accusano noi per nascondere le tasse»

Livorno, la replica dell’ex sindaco: nessun derivato in portafoglio, debiti per investimenti a 57 milioni, basterebbe leggere i revisori dei conti. Vogliono oscurare la gravità delle scelte di Nogarin e l’imposizione fiscale che salirà al massimo consentito per 15 milioni

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LIVORNO. Primo punto: nel portafoglio del Comune e delle sue partecipate non esistono strumenti finanziari, tantomeno derivati. Secondo punto: i debiti di finanziamento delle partecipate risultano complessivamente di 57 milioni e 205mila euro (e non 200 milioni). Terzo punto: se il fabbisogno del bilancio 2015 della giunta Nogarin è di circa 15 milioni, esso non dipende dal bilancio triennale della precedente amministrazione, ma dalle minori entrate previste in questo bilancio, a partire dai 3,5 milioni in meno di multe e dai 2,6 milioni di minore evasione ed elusione fiscale, che si possono leggere facilmente nella bozza di bilancio 2015.

L’ex sindaco Alessandro Cosimi e Valter Nebbiai, suo assessore al bilancio, rispondono così, snocciolando numeri e dichiarazioni dei revisori dei conti del Comune, alle accuse del gruppo consiliare Cinque Stelle di un’eredità fatta di 200 milioni di debiti, di derivati tossici, di pacchetti regalo a favore delle cosiddette banche rosse.

Le tasse di Nogarin sono fuori regola. Cosimi e Nebbiai rilanciano al mittente ogni accusa, evidenziando casomai che nel bilancio preventivo 2015 il collegio dei revisori in merito alle previsioni delle entrate tributarie fa presente che “la previsione Iuc-Tasi pari a 23.500.000 euro con un incremento di 6,7 milioni rispetto ai dati dell'assestato 2014” si basa “su un'aliquota del 3,5 per mille che non trova riscontro nelle norme di legge definitive". Cioè ad oggi sarebbe fuori dalla normativa. «Anche su questo tema sarebbe auspicabile che chi oggi "denuncia" il bilancio approvato dalla precedente amministrazione approfondisse le proprie conoscenze», è il messaggio lanciato dai due ai consiglieri 5S.

Così si svia l’attenzione dall’aumento delle tasse. Evitano toni enfatici Cosimi e Nebbiai, ma la lettura politica che danno della presa di posizione dei consiglieri grillini è tranchant: «Delle due l'una - dicono - o il gruppo consiliare di maggioranza non ha le competenze tecniche necessarie per una corretta lettura del bilancio (fatto di non secondaria importanza visto che è il consiglio comunale l'organo competente ad approvare il bilancio), o siamo di fronte al tentativo di oscurare e giustificare la gravità delle scelte operate dalla giunta Nogarin sul bilancio 2015, con la tassazione al massimo consentito, per 15 milioni».

I 5S si assumano le proprie responsabilità. «In entrambi i casi - aggiungono Cosimi e Nebbiai -, la giunta che guida la città e la maggioranza che la sostiene non possono esimersi dall'assumere la responsabilità delle difficili decisioni e scelte che qualunque organo di governo di un territorio è chiamato a compiere nei momenti in cui le risorse disponibili non sono in grado di soddisfare tutti i bisogni e le aspettative. E', questa, una responsabilità che negli ultimi anni di governo la precedente giunta ed il precedente consiglio comunale hanno assunto più volte di fronte alla progressiva riduzione delle risorse disponibili ed all'esponenziale aumento della domanda di sostegno e dei bisogni dei cittadini».

Ma Lemmetti non aveva definito i conti “impeccabili”? Prima di entrare nei numeri, Cosimi e Nebbiai evidenziano un’incongruenza tra le dichiarazioni del gruppo 5S e i suoi assessori: «Quelli dei consiglieri 5S sono "rivelazioni" che appaiono sorprendenti e clamorose per la loro superficialità, e che vanno a contraddire palesemente anche le valutazioni che l'attuale assessore al bilancio, dottor Lemmetti, ha di recente espresso sia sulla stampa che in sede istituzionale in merito al carattere impeccabile dei conti del Comune».

I bilanci vanno letti. L’accusa di un’analisi “superficiale” torna ripetutamente: «Per replicare al gruppo 5 Stelle, basta citare solo alcuni dati su voci di bilancio ricavabili anche dal "Parere dell'Organo di Revisione sulla proposta di bilancio di previsione 2015-2017", documento che è stato certamente reso noto ai consiglieri, di cui suggeriamo la lettura soprattutto a coloro che hanno, evidentemente, la necessità di affinare ed approfondire la conoscenza di una materia certamente difficile ma indispensabile, se si vuole esercitare il proprio ruolo con senso di responsabilità verso i cittadini e con rispetto delle istituzioni, e non solo attraverso proclami fuorvianti e pericolosi», dicono Cosimi e Nebbiai.

Il calo del debito è certificato. Cosimi e Nebbiai aprono la relazione dei sindaci revisori del Comune di Livorno a pagina 41. Dove si legge testualmente: "In merito all'entità del debito ed in relazione alla riduzione dello stesso, il collegio evidenzia la notevole riduzione avvenuta nel tempo ed il successivo trend positivo per gli anni 2015-2017". E a pagina 42: "L'ente non ha contratti relativi a strumenti finanziari neanche derivati".

57 milioni di debiti per gli investimenti. «E’ fuorviante - aggiunge l’ex primo cittadino - il riferimento al solo dato dell'indebitamento se non si considera che i mutui bancari rappresentano lo strumento attraverso il quale si realizzano gli investimenti sul territorio e sul patrimonio pubblico, cioé tubazioni, impianti di smaltimento dei rifiuti, costruzioni di piazzali e capannoni».

«Dovrebbe essere noto - continua Nebbiai - che del bilancio consolidato del Comune fanno parte esclusivamente le aziende totalmente partecipate, cioè Aamps, Liri, Estemm, Labronica Corse, i cui debiti di finanziamento sono di 57.205.703 euro, il cui ammontare risulta compatibile con l'andamento operativo e gestionale della società. Su Liri, come noto da tempo anche perché pubblicizzato come doveroso nelle sedi istituzionali, esiste un derivato acceso da oltre 10 anni».

Le altre partecipate. L’intervento di Cosimi e Nebbiai a tratti sembra una lezione di diritto societario rivolta ai 5S. «Le altre società partecipate, dotate di un proprio patrimonio, sono gestite da consigli di amministrazione autonomi nelle scelte di gestione, hanno i loro bilanci, le loro linee di credito necessarie all'attuazione dei piani industriali indicati nello statuto e compatibili con il loro fatturato ed anch'esse corroborate dal parere dei sindaci revisori, ma che comunque non incidono direttamente sul consolidato del Comune».

Il buco non c’era, ci sarà. Poi l’attenzione si rivolge ai 15 milioni di cui la giunta Nogarin denuncia la mancanza e che dovranno essere recuperati in tasse. «Il gruppo 5 Stelle dovrebbe sapere che con la legge di stabilità 2014 la Tasi prima casa sarebbe stata abbassata nel 2015 all'uno per mille rispetto al 2,5 per mille 2014 con un minore introito per le casse comunale di 10.milioni di euro. Ma dovrebbe sapere anche che la normativa ha ripristinato il 2,5 per mille con la conseguenza favorevole per il Comune di ripristino dei dieci milioni in entrata - dicono Cosimi e Nebbiai -. Pertanto se il fabbisogno in questo bilancio è di circa 15 milioni esso non dipende dalla stesura del triennale della giunta Cosimi, ma dalle minori entrate previste in questo bilancio come i 3,5 milioni in meno di multe, i 2,6 milioni in meno dall’evasione ed elusione fiscale ed altro che essi possono puntualmente leggersi nella bozza di bilancio 2015». E Nebbiai conclude: «Questa manovra tributaria che alzerà le tasse non è fatta per tappare buchi che non ci sono ma quelli che faranno i 5 Stelle rinunciando a combattere evasione ed elusione».

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