Gioco
Dal Tribunale dei diritti del malato l’altolà ai super-ticket sui ricoveri
Ipotesi per redditi sopra i 50mila euro. La Marca: c’è il rischio che i cittadini smettano di curarsi Nel mirino anche il mancato utilizzo del 2º padiglione e turni di 12-18 ore per smaltire le liste d’attesa
LIVORNO. La forbiciata riguarderà il numero delle Asl: dalle attuali 16 Asl a tre super-Asl di area vasta più l'ospedale Meyer di Firenze. Taglierà anche il personale al lavoro nella sanità: cancellando un addetto su dieci. Nel mirino però è soprattutto qualcosa che rischia di aggiungersi: il super-ticket sui ricoveri per redditi sopra i 50mila euro. Se fosse confermato nell'ipotesi del 10%, qualunque famiglia del ceto medio si ritroverebbe a pagare centinaia o migliaia di euro per ogni ricovero. A lanciare l'allarme è Filippo la Marca, presidente livornese di CittadinanzAttiva e Tribunale dei Diritti del Malato: i cittadini smetteranno di curarsi a meno che non si tratti di sopravvivenza: «In media in Italia i tikcet dal 2010 al 2013 sono aumentati del 25%». Tradotto: «E' diventato più conveniente economicamente, anche per chi ha un reddito familiare medio-basso, andare per la diagnostica in strutture private, che hanno anche tempi di attesa limitati».
La Marca ritiene che il super-ticket sui ricoveri sia un boomerang: «Sta venendo meno il diritto previsto dall'art. 32 della Costituzione a curarsi: chi ha i soldi può farlo chi no si deve rassegnare». Basta un passo ed è la fine del sistema sanitario universale: «già alcuni contratti di lavoro cominciano a prevedere le assicurazioni private» tant'è che «si stanno ricreando le mutue private» e «grandi supermercati coop del Nord-Italia si stanno attrezzando per vendere pacchetti di prestazioni sanitarie a costi contenuti».
Superticket a parte, La Marca ha il «fondato timore» che «agli attuali disservizi» si sommi la «riduzione degli operatori» e alla fine spariscano i servizi. L'esponente di CittadinanzAttiva non se la prende affatto con il fatto che il cittadino possa muoversi fra città vicine per scegliere l’ospedale più idoneo o con le attese miniori: ma mette in guardia dal pericolo che la riorganizzazione possa creare maxi-Asl di dimensioni elefantiache («macro-strutture più burocratiche che potranno creare disservizi nella erogazione delle prestazioni»).
Ad esmpio, a Livorno ben venga una riorganizzazione che abbia «sicuramente effetti positivi nelle liste di attesa per la diagnostica» ( talvolta l'attesa è al di fuori di ogni limite ragionevolmente umano). Ma per l'assistenza territoriale le cose non cambieranno «se non ci sarà un pieno coinvolgimento delle amministrazioni comunali», in particolare sul fronte degli anziani e delle malattie croniche e degenerative («i cui bisogni si devono estendere anche ai familiari che li sostengono»).
Ecco perché fra le «richieste più urgenti» che il Tribunale per i Diritti del Malato fa a governo e Regione, in tandem con la riduzione del peso dei ticket e l'altolà a eventuali ipotesi di super-ticket sui ricoveri, c'è il fatto che la riorganizzazione della rete ospedaliera vada di pari passo «con quella dell'assistenza terrtoriale». Non solo: 1) cambi il modo di calcolare l'Isee perché oggi considera «fonti di reddito anche prestazioni assistenziali quali l'assegno di invalidità civile e l'indennità di accompagnamento»; 2) si rivedano i Livelli Essenziali di Assistenza perché sono «fermi da 15 anni» e anziché essere standard minimi sono «diventati il massimo e spesso neanche raggiunti». Quanto a Livorno, La Marca insiste sull'attenzione a anziani e malati di patologie croniche degenerative : «Comune e Asl integrino i servizi socio-sanitari sul territorio per corrispondere ai bisogni crescenti di continuità assistenziale, non solo ospedaliera».
C'è poi una sfilza di problemi sui quali il Tribunale richiama l'attenzione: a cominciare dalla creazione delle Case della Salute con pool di medici riuniti insieme e dalla riduzione delle liste di attesa semplicemente utilizzando le strutture «per 12-18 ore al giorno, come nel privato, con opportuni turni». Da risolvere al più presto – si afferma – anche l'incredibile vicenda del 2° padiglione dell'ospedale, «ultimato da qualche anno e inutilizzabile per controversie con il costruttore» («si determinano gravi disagi ai degenti costretti a stare nel 5° padiglione, che è una struttura non più idonea»).
La Marca reclama anche attenzione su altri aspetti: 1) si forniscano agli utenti del Cup (centro prenotazioni) i numeri telefonici anche dgeli altri Cup toscani e relative strutture convenzionate; 2) si facciano rispettare delibera e sentenza che detta il numero di visiste dei medici ospedalieri nel normale orario di lavoro e quelle in intramoenia.
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