Gioco
Protesta per la truffa a Ghiaccione Nuovi atti del pm, processo rimandato
Picchetto delle famiglie davanti al tribunale: un grosso albero di natale per regalo vogliamo la casa. Nuova udienza martedì: il giudice deciderà sul rinvio a giudizio degli otto indagati
LIVORNO. «Cosa vogliamo per Natale? La nostra casa, quella che abbiamo già pagato e in cui vorremo tanto andare a vivere, invece che continuare ad abitare in 8 in 40 metri quadri, come stiamo facendo ormai da anni».
Le 18 famiglie vittime della mega truffa immobiliare di Ghiaccione ieri mattina hanno protestato davanti al tribunale in via Falcone e Borsellino, in occasione dell’udienza fissata davanti al gup Gioacchino Trovato. Portavoce del gruppo, Marco Nocchi, presente con il figlio: «Non vediamo l’ora che questo incubo finisca». Intorno alle 13, poi, s’è svolta l’udienza, che però è stata rimandata a martedì prossimo, quando il giudice deciderà sul rinvio a giudizio degli otto imputati: Simona Cerrai, commerciante di 46 anni, e il compagno Attilio Petrillo, 49, considerato amministratore di fatto della Carolina srl; Nicola Pagliuca, 55, e la moglie Letizia Luci, amministratice unica della Carolina, Giuliano Biancani, 77, della società Orlando Costruzioni, l’architetto 64enne Daniele Lotti, Gabriele Bracci e Susanna Audiberti, ex direttore e vice della banca.
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L’udienza è stata rinviata per l’assenza dell’avvocata Anna Francini (aveva un impegno a Genova) e perché i difensori hanno chiesto tempo per analizzare nuovi documenti presentati dal pm Luca Masini. Degli 8 indagati, l’architetto Lotti, rappresentato dall’avvocato Paolo Bassano, aveva chiesto il giudizio con rito abbreviato, ma alla luce dei nuovi atti di indagine del pm, si è riservato di decidere.
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