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Case popolari, l’Unione Inquilini dice no alle nuove regole
LIVORNO. L’Unione Inquilini scende in piazza contro il PD. Continua la raccolta firme dell’associazione contro la politica della Regione e del Governo in materia di edilizia residenziale pubblica....
LIVORNO. L’Unione Inquilini scende in piazza contro il PD. Continua la raccolta firme dell’associazione contro la politica della Regione e del Governo in materia di edilizia residenziale pubblica. Due i motivi della protesta: la bozza di legge Saccardi e il decreto Lupi.
La proposta della Giunta toscana vuole rivedere la legge regionale che disciplina l'assegnazione, la gestione e la determinazione del canone di locazione degli alloggi. Presentata la scorsa settimana ha incontrato l’opposizione compatta di Cgil, Cisl, Sunia e Unione Inquilini. Dito puntato contro l’aumento degli affitti minimi (da 12.40€ a 40€), il trattamento della morosità incolpevole, i nuovi criteri per le graduatorie, e l’eliminazione dell’”alloggio improprio”.
«Così ci si accanisce sui lavoratori precari e gli sfrattati, contro chi è più debole e magari ha trovato una soluzione di fortuna» spiega Paolo Gangemi, responsabile di Unione Inquilini. Il decreto Lupi, il cosiddetto Piano Casa 2 del Ministero delle infrastrutture, prevede - tra le altre cose - la vendita all’asta delle case popolari e comunali. «Va ritirato perché penalizza l’assegnatario dell’alloggio, che ha il diritto di prelazione ma non gode di alcuna agevolazione» continua Gangemi: «Il Consiglio Comunale di Livorno ha votato contro, Rossi invece ha accettato di applicarlo».
Il rischio, secondo Gangemi, è quello di sovraccaricare le agenzie della casa: «La famiglia che non può pagare l’affitto diventa un caso sociale, ma è e deve rimanere un caso politico». Il banchetto rimarrà in piazza Grande fino a domani; in omaggio per chi firma l’”Arancia MetalMeccanica”.
Matteo Scardigli
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