Il Tirreno

Livorno

Addio a Paolo Faraoni il signore del vino e della buona cucina

Addio a Paolo Faraoni il signore del vino e della buona cucina

Aveva 67 anni: dal 1978 gestiva l’enoteca di via Mentana Grazie a lui molti livornesi hanno scoperto il bere di qualità

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LIVORNO. Per lui il buon vino e la buona tavola erano qualcosa di più di un lavoro, erano una passione, contagiosa, che riusciva a trasmettere a tutti coloro che gli stavano accanto, fossero essi i familiari che lo aiutavano nella gestione della sua enoteca, come i tanti clienti che la frequentavano con regolarità.

E lui, Paolo Faraoni, era sempre lì, a dare un consiglio, a proporti un vino poco noto che aveva scovato in qualche cantina ancora non pubblicizzata e che magari sarebbe diventata famosa nel giro di qualche anno, o semplicemente a salutarti. Ma adesso Paolo non potrà più accoglierci nella sua enoteca di via Mentana: una malattia se lo è portato via nel giro di appena un anno. Lui non si è mai dato per vinto, ha lottato fino all’ultimo, tanto che come ricorda il figlio Andrea ha lavorato fino a pochi giorni prima e anche il mese scorso è voluto andare a nei boschi in cerca di funghi col figlio. Pensava di tornare a casa dopo il ricovero, Paolo, ma si è spento martedì al reparto cure palliative dell’ospedale, e ieri c’è stato il suo funerale. Aveva solo 67 anni, la maggior parte dei quali passati nella sua enoteca, seguendo la via tracciata da suo padre e ora raccolta da suo figlio.

E questo va detto, che i Faraoni sono stati una vera e propria dynasty del vino a Livorno: «Fino a qualche anno fa c’erano ben sette negozi di vini gestiti da diversi componenti della famiglia Faraoni - spiega Andrea Faraoni - e ora è rimasto il nostro». E Paolo aveva in effetti seguito le orme del padre Sergio, ma ben presto aveva deciso che il suo non sarebbe stato un semplice negozio di vinaio, ma qualcosa di diverso e soprattutto di più. Ecco così che nel 1978 aprì la sua enoteca, in via Mentana.

E per molti livornesi incontrare Paolo coincise con la scoperta del buon vino, o per essere più precisi, dei buoni vini. Paolo Faraoni infatti fu uno dei primi a proporre ai suoi clienti vini da tutta Italia e dal resto del mondo, cercando sempre di non fermarsi a quelli più noti e celebrati, ma andando a scovare nuove bottiglie che magari offrissero aromi e gusti diversi oltretutto, spesso, a prezzi concorrenziali. Questo non vuol dire che nel suo negozio non si trovassero vini celebri, anzi: alcuni fortunati raccontano ancora le sue spettacolari verticali di Sassicaia, quando si potevano salire le scale del paradiso enologico attraverso le varie annate del grande bolgherese.

E per poter permettere una degustazione ancora più adeguata, Paolo decise di offrire anche la possibilità di mangiare nel suo locale: ed ecco che ai suoi tavoli, in particolare in quelli della sua splendida cantina sotterranea, venivano serviti i manicaretti preparati dalla moglie, signora Giovanna, insieme alla delicatezze e agli sfizi gastronomici selezionati da Paolo in tutta Italia, ovviamente accompagnati sempre dal vino “giusto”. E di giusta c’era anche la simpatia di Paolo, che per molti, più che un oste o un commerciante di vino, era un amico.

Adesso il testimone di questo tempietto del buon gusto passa nelle mani di Andrea, l’unico figlio di Paolo, che da oltre 20 anni lo aiutava nella gestione dell’enoteca, e che certamente, continuerà a portarla avanti nel segno tracciato dal padre.

Roberto Cestari

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