Il Tirreno

Livorno

NEL COSMO

E' livornese la colonna sonora della missione spaziale

Mauro Zucchelli
L'astronauta Samantha Cristoforetti (a sinistra) insieme al titolare della casa discografica livornese Fonè, Giulio Cesare Ricci (a destra). Al centro, con il cd in mano, Marco Cherubini, della pattuglia acrobatica di "WeFly!"
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L'astronauta Samantha Cristoforetti (a sinistra) insieme al titolare della casa discografica livornese Fonè, Giulio Cesare Ricci (a destra). Al centro, con il cd in mano, Marco Cherubini, della pattuglia acrobatica di "WeFly!"

Oltre agli esperimenti dell'azienda aerospaziale labronica Kayser, la missione della prima astronauta donna italiana Samantha Cristoforetti è contrassegnata da una colonna sonora livornese: brani di Vivaldi eseguiti dal grande violinista livornese Marco Fornaciari per la casa discografica livornese Fonè di Giulio Cesare Ricci

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LIVORNO. Nel blu dipinto di blu, lassù insieme a “Astrosamantha” – Samantha Cristoforetti, la prima astronauta donna italiana – c’è una colonna sonora livornese e una storia che merita di essere raccontata: perché la conoscono in pochissimi e perché dice che, insieme alla preparazione tecnica da robocop, in tutta questa storia c’è anche una bella dose di sogno, di musica , di poesia. E di Livorno.

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NEL COSMO LA "HIT" LIVORNESE. Musica e Livorno: ma non c’entrano né Mascagni né la Cavalleria. Il sound è quello delle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi: ancor più immortale e talmente conosciuto anche al di fuori della cerchia degli appassionati di classica da esser diventato quasi un’icona pop della cultura musicale europea. Ma il cd che la cosmonauta trentina ha in mano è, al di là dello spartito, frutto del genio labronico per le cose belle: da un lato, il musicista è Marco Fornaciari, livornese, maestro concertatore violino solista dell’ensemble che suona il capolavoro del “prete rosso” veneziano; dall’altro, il cd in oro a tiratura limitatissima è stato realizzato dalla casa discografica livornese Fonè a cura di Giulio Cesare Ricci, livornese doc (e a Livorno presidente dell’istituto Mascagni), maestro della qualità del suono che si è conquistato l’Oscar a livello internazionale per la perfezione tecnica delle produzioni discografiche. Figurarsi che il museo Piaggio gli ha dedicato in vita una sorta di mostra-omaggio (come “l’uomo del suono”).

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LA CERIMONIA A CREMONA. Ma questo exploit livornese è avvenuto in trasferta. A Cremona, per la precisione. Il motivo? Uno sta nella musica e uno sta in cielo. Quello musicale è il fatto che il livornese Fornaciari, il livornese Ricci e la livornese Fonè hanno avuto il privilegio, in nome della loro fama, di poter utilizzare per quest’incisione gli antichi violini più importanti del mondo, cioè la collezione del Comune di Cremona che comprende lo “Stradivari 1715”, il “Guarneri”, il “Guarneri del Gesù”, l’“Amati”. Sta invece nel cielo la ragione più profonda per cui Astrosamantha ha salutato l’Italia insieme a un team di piloti acrobatici che hanno il campo base a Cremona: certo, Cristoforetti è pilota dell’Aeronautica militare addestrata per le missioni più difficili ma i suoi amici non immaginateveli come Rambo ultrapalestrati. Oppure sì, perché forse sono più coraggiosi dei top gun: con un guizzo di ironia si sono autobattezzatti i “Baroni rotti” scherzando sul nomignolo dell’asso dell’aviazione tedesca della prima guerra mondiale Manfred von Richthofen. E non è un refuso: sono “rotti” perché si tratta di piloti disabili e la “WeFly!” è l’unica pattuglia di piloti acrobatici disabili esistente al mondo.

CHI SONO I "BARONI ROTTI". “Questi piloti, queste persone sono per me una grande fonte d’ispirazione”, ha detto Samantha Cristoforetti quando ha ricevuto da loro la bandiera da portare nello spazio: “Imponiamo spesso agli altri e a noi stessi limiti che derivano da carenze della nostra immaginazione. Gli amici di “WeFly!” dimostrano che è possibile spiccare il volo e andare a vedere cosa c’è oltre quei limiti. Per me è bastato incontrare Alessandro e Marco perché, immediatamente, la mia visione di pilota si sia allargata per sempre”.

Marco è Marco Cherubini, disabile dal ’95, pilota e presidente di questa pattuglia acrobatica così fuori dagli schemi: “Il nostro obiettivo – dice – è dimostrare che pur avendo difficoltà motorie si può volare, anche ad altissimi livelli. In realtà il volo è un po’ una metafora per far capire a tutti che non bisogna abbattersi di fronte a una grande difficoltà ma reagire e trovare in noi stessi le motivazioni per guardare avanti e lottare per raggiungere la meta”.

Alessandro è invece Alessandro Paleri, ingegnere aerospaziale teatraplegico da 27 anni e leader del gruppo: l’ha progettato lui il comando speciale che consente di pilotare aerei ultraleggeri modificati senza usare le gambe per il controllo del timone. Il team era in forma embrionale già nove anni fa, spiegano dal quartier generale, ma è diventato una pattuglia nel 2007. Insieme a Alessandro Paleri (leader) e Marco Cherubini (gregario sinistro), vola l’istruttore Erich Kustatscher (gregario destro), l’unico non disabile di “WeFly!” che rivendica “con orgoglio” di aver portato il tricolore italiano “negli air show di tutto il mondo” conquistando il pubblico – spiegano – “per la precisione e l’accuratezza tecnica con cui disegna in cielo evoluzioni in formazione serrata”.

IL CD DEL DISCOGRAFICO LIVORNESE.  Il cd è stato consegnato personalmente all’astronauta italiana da Giulio Cesare Ricci in un incontro che si è svolto all’aeroporto di Cremona, quartier generale del team acrobatico di “WeFly!”.

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FORNACIARI: CHI E''. Marco Fornaciari - fratello di Pardo, anch’egli musicista (ma di tutt’altro genere come cantastorie folk con il suo coro di canti partigiani della “Brigata Garibaldi d’assalto”) - è un talento di fama internazionale: curriculum come stare n una formazione super come i Solisti Veneti, è fra i pochissimi violinisti ai quali sia stata data l'opportunità di suonare con i grandi violini storici come quello di Paganini custodito a Genova e come quelli della splendida collezione cremonese. 

RICCI: CHI E'. Giulio Cesare Ricci ha fondato la Fonè più di trent'anni fa: il marchio è diventato una icona mondiale per l'accuratezza delle incisioni e, al tempo stesso, il rifiuto di ogni manipolazione elettronica del segnale o correzioni artificiose. L'ingrediente segreto della ricetta della casa discografica di Ricci è proprio questo: le registrazioni vengono effettuate in antichi monasteri o ville storiche, in modo che sia percepibile anche l'ambiente naturale che fa da "palcoscenico" all'incisione. Non senza una particolare cura anche nelle apparecchiature: vengono in genere utilizzati  i microfoni originali adoperati nello studio di Abbey Road per registrare i Beatles e alla Rca per i "Living Stereo".

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di Redazione web