Gioco
Commessa aggredita da tre rom reagisce e riesce a metterle in fuga
Tentata rapina martedì sera nel sottopasso della stazione, vicino via Masi: una di loro aveva un bebè È stata accerchiata: due l’hanno bloccata mentre l’altra voleva rubarle la borsa ma lei si è ribellata
LIVORNO. Aggredita da tre rom, una giovane livornese di origini brasiliane si ribella e le mette in fuga. Un agguato successo martedì pomeriggio nel sottopasso della stazione ferroviaria, vicino via Masi. Protagonista una giovane commessa, che è stata molto coraggiosa: ha saputo reagire, nonostante l’efferatezza della rapina, che, grazie ai suoi riflessi prontissimi, è rimasta solo tentata. Con le tre nomadi costrette alla fuga.
Sono le 19 quando la ragazza sta camminando da sola nel sottopasso, già nel passato teatro di furti e aggressioni. Sta andando a riprendere la sua auto in sosta nel parcheggio, dopo aver fatto alcune commissioni. A un tratto, la donna incrocia delle donne rom. Sul momento non ci fa caso, ma subito dopo le tre si avvicinano, la accerchiano e poi la afferrano con violenza: due la tengono ferma mentre la terza si avventa sulla borsa. Una di loro ha addirittura un bebè in braccio e si avventa sulla donna, nonostante il piccino.
Ma le tre rapinatrici non hanno fatto i conti con l’energia della commessa, che reagisce con vigore. Prima comincia a tirare calci per allontanare le due, che la tengono stretta. Poi, la giovane vittima si mette a gridare per attirare l’attenzione di eventuali passanti. Una mossa azzeccata. Questo basta, infatti, a spaventare le aggressore, che non hanno altra scelta se non quella di scappare per non farsi prendere.
A quel punto, nel momento in cui le tre escono di scena, la donna, terrorizzata, chiama il suo ragazzo, che è al lavoro fuori città e quindi non può intervenire tempestivamente. Il giovane però chiama immediatamente il 112 dei carabinieri. I militari dell’Arma arrivano in pochi minuti sul posto: la ragazza è ancora in via Masi, sotto choc. Per prima cosa i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile tranquillizzano la commessa e poi ascoltano la sua testimonianza. Quindi avviano le indagini. Tuttavia, delle tre per ora non c’è traccia. La descrizione fornita dalla ragazza, però, piuttosto dettagliata, potrebbe rivelarsi utile alle ricerche.
Oltre alla tentata rapina, c’è anche l’aggravante che una delle rom nel corso della colluttazione si è fatta scudo del bambino, che aveva in braccio. Sono in corso accertamenti dei carabinieri per capire se le nomadi siano giunte in città “in trasferta” oppure se gravitino stabilmente nel Livornese.
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