Il Tirreno

Livorno

A LIVORNO IL BRACCIO DESTRO DEL PONTEFICE

Idea del vescovo: papa Francesco venga il 19 marzo, data-simbolo

Mauro Zucchelli
Il cardinale Lorenzo Baldisseri  celebra la messa nella chiesa della Madonna a conclusione dell'anno dedicato alla Madonna di Montenero (Marzi Pentafoto)
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Il cardinale Lorenzo Baldisseri celebra la messa nella chiesa della Madonna a conclusione dell'anno dedicato alla Madonna di Montenero (Marzi Pentafoto)

In visita a Livorno per due giorni uno dei più stretti collaboratori del Papa, il cardinal Baldisseri che ha concluso l'anno dedicato alla Madonna di Montenero. Proposta del vescovo Giusti: il pontefice potrebbe venire a Livorno il 19 marzo, data-simbolo per i diritti dei lavoratori e anniversario della visita di papa Wojtyla

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LIVORNO. Di fronte alla crisi che divora le esistenze di tante persone in carne e ossa – soprattutto qui a Livorno con la fabbrica Trw appena chiusa – il cardinal Lorenzo Baldisseri manda due messaggi.

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L’uno, nella messa domenicale al santuario di Montenero: anche nel buio del tunnel, prendete fra le vostre mani il coraggio di accendere una fiammella come costruttori di speranza. Lo dice guardando invitando a guardare l’esempio di Maria, che «accetta di diventare madre di Gesù facendo un atto di fiducia in Dio».

L’altro, di fronte al taccuino del cronista al termine della liturgia nella chiesa della Madonna: «Il Paese deve avere il coraggio di affrontare una stagione di riforme per ripensare un sistema che sembra inchiodato alle corporazioni del Duecento, è un qualcosa che vale anche per l’Europa». Lo ripete suggerendo di comprendere bene «quel che papa Francesco sta facendo nella Chiesa per riformarla».

Quest’ultima sottolineatura arriva dall’alto prelato che, essendo uno dei più stretti collaboratori di Bergoglio, ha avuto dal pontefice l’incarico di reggere come segretario lo sforzo del sinodo straordinario sulla famiglia. Lo scossone più forte che il papa ha dato nel segno del rinnovamento ecclesiale, ed è solo l’antipasto di quel che accadrà fra pochi mesi con il sinodo-bis, stavolta con più di 300 rappresentanti delle Chiese di tutto il mondo anziché quasi duecento come nell’ottobre scorso.

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Non si dimentichi che, non potendo andare oltre un certo limite con le accuse a papa Francesco, proprio Baldisseri era finito nel fuoco incrociato dei potenti gruppi curiali più ostili al cambiamento.
L’alto prelato – garfagnino di Barga e, per gli strani ghirigori della geografia ecclesiastica, è dunque originario della diocesi di Pisa come il vescovo Giusti – ha alle spalle una vita ai quattro angoli del mappamondo come “ambasciatore” del Papa in nunziature come Haiti, Paraguay, India, Nepal e Brasile.

È arrivato lui dal Vaticano a concludere con due giorni di liturgie e incontri l’anno giubilare che la Chiesa livornese ha dedicato al 450° anniversario della proclamazione della Madonna di Montenero come patrona principale della città. Il vescovo Giusti aveva colto al volo la data per invitare a Livorno papa Bergoglio pochi giorni dopo che il conclave l’aveva proclamato pontefice: l’invito glielo aveva fatto a tu per tu nel pellegrinaggio-record dei fedeli livornesi in San Pietro (che, per una singolare coincidenza, era stato concluso da una messa celebrata proprio da Baldisseri).

Il vescovo Giusti ha fatto sentire la propria voce a Radio Vaticana segnalando che, sul fronte del lavoro, Livorno è la più grave realtà di crisi nel Paese. Lo ha ribadito anche in un colloquio con il cardinale, ieri, nella sacrestia della chiesa della Madonna.

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Potrà venire il papa a Livorno? Il prelato ha suggerito di cercare una data-simbolo che faccia emergere questa problematica del lavoro che manca. Ecco che il vescovo Giusti ha messo lì l’ipotesi del 19 marzo: è la festa di San Giuseppe, patrono del lavoro e dei lavoratori, e al tempo stesso è l’anniversario della visita di papa Wojtyla. Ovviamente è difficile anche solo ipotizzare che possa trattarsi di quest’anno, visto che l’agenda del pontefice è stracolma.

Da segnalare, infine, che al termine della liturgia, nella chiesa della Madonna sono stati premiati i più meritevoli del concorso dell’anno mariano. A cominciare dal vincitore Giulio Demi, alunno della 1ª C delle Micali-Montenero della prof. Deri, che ha realizzato un fumetto sulla Madonna. Al secondo posto i bambini della scuola d’infanzia dell’istituto Don Angeli con il progetto didattico seguito dal maestro Enrico Risaliti. Completa il podio la classe delle Micali con il video realizzato dagli alunni Ginevra Gammanossi, Angelica Cardi e Sara Francesconi.
 

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di Redazione web