Gioco
I prof precari vincono il ricorso contro la scuola
Il tribunale riconosce a sei insegnanti precari gli scatti d’anzianità mai pagati. Il risarcimento totale supera i 50mila euro, in arrivo decine di altre vertenze
LIVORNO. Come dei piccoli Davide contro Golia, sei insegnanti precari livornesi hanno vinto una storica battaglia contro il ministero dell’istruzione: il tribunale di via De Larderel ha infatti sentenziato il loro diritto al riconoscimento degli scatti d’anzianità che invece il ministero gli aveva sempre negato, calcolando lo stipendio come se fossero al primo giorno di scuola nonostante ne avessero già nove, dieci, alcuni anche tredici anni di cattedra alle spalle.
Risultato: dovranno essere risarciti di quello che non hanno riscosso in questi anni e che invece avrebbero dovuto avere come se fossero stati assunti a tempo indeterminato. Il più penalizzato di loro incasserà ventimila euro. Gli altri poco meno. Per il ministero l’esborso si aggira attorno ai cinquantamila euro. Ma è solo un assaggio: perché prima delle vacanze di Natale - annuncia Claudio Galatolo, segretario di Unicobas, che ha assistito i sei insegnanti nella loro azione giudiziaria - arriverà un’altra tranche di ricorsi. Già diversi prof hanno aderito, ma sono diverse centinaia in città quelli coinvolti, precari o stabilizzati, che nella loro carriera hanno effettuato almeno nove anni di servizio con contratti a termine e dunque avrebbero dovuto accumulare già almeno uno o due scatti senza che invece gli siano stati riconosciuti sullo stipendio.
La sentenza è stata emessa dal giudice Francesca Sbrana una decina di giorni fa, il 26 novembre, lo stesso giorno in cui la Corte Europea ha bocciato il governo italiano per la reiterazione all'infinito dei contratti a tempo determinato anche in presenza di posti vacanti, aprendo una serie di ricorsi in tutta Italia.
Il caso di Livorno è in parte diverso ma comunque precursore. E può intrecciarsi con l’ultima sentenza proveniente dal Lussemburgo. «Il principio emanato dal tribunale di Livorno, unitamente alla sentenza della Corte Europea, apre buone prospettive anche per i ricorsi per l'assunzione a tempo indeterminato», commenta Galatolo. Ricordando che a febbraio in via De Larderel sarà discusso il ricorso di 123 dipendenti del Miur tra insegnanti e personale Ata che hanno avuto più di tre anni di contratti con la scuola e che chiedono l’assunzione a tempo indeterminato.
Anche la richiesta dei sei insegnanti livornesi, assistiti da Unicobas e rappresentati dall'avvocato Claudio Altini, si è basata su precedenti sentenze della corte di giustizia europea del 2007. Il tribunale ha riconosciuto la subalternità della normativa italiana a quella comunitaria e ha riconosciuto che "il giudice nazionale è tenuto a disapplicare le norme interne contrastanti con quelle comunitarie”. Secondo le quali “per quanto riguarda le condizioni di impiego i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto rapporto di lavoro a tempo determinato”.
Il giudice Sbrana ha portato anche una motivazione di merito nella sua decisione: “La valorizzazione della effettiva anzianità di servizio, ai fini della determinazione della fascia stipendiale, va ravvisata nel miglior apporto lavorativo che deriva dall’esperienza del lavoratore, profilo cui è estranea ogni questione sulle modalità di selezione sulla tipologia di contratti e che non può che ricorrere anche in ipotesi di anzianità maturata in virtù di reiterate assunzioni con contratti a termine”. Tradotto: gli scatti stipendiali non sono legati al tipo di contratto ma alla maggior esperienza e qualità che un lavoratore esperto garantisce.
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