Gioco
Da mesi rubavano gasolio dall’oleodotto dell’Eni
I retroscena scoperti dai carabinieri dopo che una gran quantità di carburante fuoriuscita dal buco nella conduttura nella zona industriale di Gello era finita nel canale, arrivando poi al mare
CASCINA. Erano mesi che avevano escogitato un sistema per prelevare il gasolio senza pagare. I ladri si erano bene organizzati e avevano trovato il modo per "mungere" il carburante dall'impianto dell’Eni che dalla raffineria di Stagno arriva fino alle porte di Firenze. I prelievi avvenivano mentre l’oleodotto era a bassa pressione, per poi chiudere l'apertura e coprirla addirittura con la terra per non fare scoprire la falla nell'impianto. Un “giochino” forse ripetuto più volte.
È la conclusione a cui sono arrivati carabinieri, polizia provinciale e vigili del fuoco dopo che giovedì scorso centinaia di litri di carburante sono fuoriuscite da un foro praticato nell'oleodotto Livorno-Calenzano dell'Eni e si sono disperse nel terreno tra l'area industriale di Gello a Pontedera e Latignano, nel Cascinese. Sull'episodio indagano i carabinieri di Cascina insieme alla polizia provinciale (nei momenti in cui è stato scoperta la perdita di gasolio risulta che non sia stato possibile fare intervenire i vigili urbani di Cascina).
Le indagini sono state mirate ad accertare se il danno era stato provocato accidentalmente durante uno scavo nel terreno o se il buco era stato praticato per compiere un furto di gasolio. I tecnici dell'Eni, intervenuti per due giorni nella campagna di Latignano, hanno fornito alcune indicazioni per indirizzare le indagini, stando a quanto spiegato dai carabinieri stessi che nei prossimi giorni invieranno una comunicazione alla Procura di Pisa su quanto accaduto. I furti di carburante, a quanto sembra, andavano avanti da tempo, anche se al momento non è possibile dire con certezza quando i saccheggi siano iniziati. I vigili del fuoco hanno lavorato più di un giorno per mettere in sicurezza l'impianto.
Nelle fasi iniziali l'intervento di ripristino è stato abbastanza problematico. Poi i carabinieri hanno sollecitato il sindaco a far intervenire gli operai comunali o la protezione civile in modo da fermare la fuoriuscita di gasolio il prima possibile. Sul posto anche gli operatori dell’Arpat e la Forestale. Il foro, comunque, è stato definitivamente chiuso nella serata di sabato, anche se ormai la fuoriuscita di carburante, che non è stata scoperta subito, aveva creato danni ambientali. Tanto che ora gli uomini della Labromare sono al lavoro a Stagno lungo lo Scolmatore per evitare che il carburante sversato finisca nel mare.
L'anno scorso per due volte, a maggio e dicembre, lo stesso oleodotto fu preso di mira dai ladri nella campagna di San Miniato, anche in questi casi con gravi danni all'ambiente. Ogni volta i malviventi tentano di installare rubinetti per poi cominciare ad aspirare il prezioso carburante. A maggio del 2013 due romeni furono arrestati dai carabinieri di San Miniato per il tentato furto di carburante dall’oleodotto che corre lungo la Firenze-Pisa-Livorno. I due fermati, di 32 e 33 anni, scavando nel terreno erano riusciti a raggiungere l’oleodotto e a praticarvi un foro. Ma la pressione all’interno della tubatura era così alta che i due vennero letteralmente investiti dal getto di benzina.
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