Il Tirreno

Livorno

«Al sinodo la forza della mitezza di Francesco»

di Mauro Donateo

LIVORNO. Lo stile è quello di papa Francesco, non c’è dubbio. E non potrebbe essere diversamente, visto che Lorenzo Baldisseri è stato nominato cardinale proprio dal pontefice nel febbraio di quest’...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Lo stile è quello di papa Francesco, non c’è dubbio. E non potrebbe essere diversamente, visto che Lorenzo Baldisseri è stato nominato cardinale proprio dal pontefice nel febbraio di quest’anno. Ma non solo, il prelato di origini toscane è anche il segretario generale del Sinodo dei vescovi, che si è riunito in ottobre e ha trattato il tema della famiglia. Per questo è stato invitato dalla diocesi, insieme al Serra Club, per celebrare la conclusione dell’anno mariano.

«Il sinodo – dice il cardinale – è stato snello, ha guardato all’essenziale e non alla retorica. Per il papa la pastorale familiare è un tema centrale, e lo dimostrano anche le 13 coppie di coniugi che erano invitate». Mentre parla, si respira quel volto della Chiesa “in uscita” tanto predicata da Bergoglio, «perché il vero cristiano – continua Baldisseri – non si “impone”, ma si “depone”, si inchina come Maria».

«Compassione», ma anche «misericordia» e «amore» sono le parole più ripetute, sottolineando «la forza della dolcezza e della tenerezza» di papa Francesco, ma questo «senza essere sdolcinato, perché il Santo Padre, da gesuita, è ecclesialmente esigente». Il prelato spiega anche come è collaborare con il pontefice («per lui è tutto semplice e normale»), poi rivela: «A me personalmente ha chiesto di essere creativo, e guardate – aggiunge scherzando – che fino a poco fa per un cardinale era pericoloso esserlo».

Conversione pastorale, quindi, ma anche culturale e del linguaggio, cercando di ascoltare il mondo. Baldisseri sottolinea come il sinodo stesso sia stato rinnovato nel metodo. Se prima infatti si partiva dalla dottrina, «adesso –spiega – ci muoviamo più come in America Latina: “vedere”, ovvero l’analisi del mondo, e poi “giudicare” e “agire”».

Tutto questo ha riscontrato anche tensioni tra i padri sinodali, come ammesso dallo stesso Baldisseri, ma è stato «un esercizio di collegialità». Il cardinale ha ripreso a questo proposito il discorso che papa Francesco ha fatto al termine del sinodo. Durante l'incontro non sono mancati riferimenti al tema degli omosessuali e dei divorziati: «Le norme ci sono – afferma l’alto prelato – ma occorre tradurre la dottrina anche a seconda dei casi, e qui entra in gioco il compito delicato dei parroci. Ma chiediamo anche il contributo dei fedeli, tramite i documenti di risonanza del sinodo affidati alle diocesi».

Per monsignor Giusti «bisogna aiutare i giovani a diventare adulti – dice riferendosi alle convivenze– spesso si rimane adolescenti anche a trent’anni, ma certe scelte fanno crescere. Per questo dobbiamo assumere un atteggiamento educativo e non moralista».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa