Il Tirreno

Livorno

«Zio Massi, ci mancherai». Martedì l’addio al Nocchi

di Lara Loreti
«Zio Massi, ci mancherai». Martedì l’addio al Nocchi

La funzione alle 10 nella chiesetta dei Lupi. I nipoti: «Qualche giorno fa ci disse: “Aspetto il Natale per passarlo con voi”. Non era solo, ma amava la vita on the road e non ci avrebbe mai rinunciato»

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LIVORNO. «Qualche giorno fa ci disse: “Non vedo l’ora che arrivi il Natale per passarlo con voi, come sempre”. Zio Massi, ci mancherai».

Otto nipoti, due fratelli, i genitori entrambi in vita, e tutti i cugini. Massimiliano Nocchi non era solo. Ma non per questo ha mai rinunciato alla sua vita on the road. Gli piaceva la strada, gli incontri fortuiti, il contatto quotidiano con la gente, le risate, quell’odore di libertà che emana la terra ma anche l’asfalto. Un eremita del marciapiede, orgoglioso di quel suo vagare, pedalando di giorno e anche di notte, in sella alle “sue” biciclette colorate. Un randagio, che, come Zorro della Mazzantini, difendeva le sue scelte. Lo sottolineano i nipoti, Jennifer, Sabrina, Matteo e Nicola, che lo ricordano con affetto. «Con lui avevo un bellissimo rapporto - racconta Jennifer - molto diretto, che mi permetteva di parlargli chiaro: tante volte ci ho discusso, cercando di fargli capire che doveva cambiare rotta, per il suo bene. Ma lui mi rispondeva: “La mia vita è questa, è ciò che voglio”».

Il Nocchi amava stare fuori, ma di sera tornava quasi sempre a casa, in via Botticelli alla Leccia, dove tuttora vive sua madre. «Chi dice che era un barbone si sbaglia - dicono i nipoti Jennifer e Matteo - A cena rincasava e amava stare con le persone di famiglia, a lui care. A Natale, ad esempio, lui è sempre stato dal fratello Luca, a casa sua, a Shangai. Nonostante le sue scelte di vita, era una persona perbene: basti dire che era fissato con la raccolta differenziata».

Tanti e commossi i ricordi di Nocchi emersi su facebook. Uno in particolare ha colpito i suoi nipoti: «Una volta incrociò una mamma che passeggiava con il bimbo, che piangeva. Massi consolò il piccino, e lo fece sorridere. È la stessa madre che lo ha raccontato in un post su fb. Lui era così, una persona affettuosa, che sapeva stare in compagnia». «Se qualcuno non gli dava l’elemosina, lui spesso diceva: “Vai tranquillo, passo dopo”», aggiunge il nipote Matteo.

«I suoi errori - continua Jennifer - li ha sempre ammessi. Ma non è mai stato alcolizzato e gli unici furti che ha compiuto sono stati quelli delle biciclette, che usava per spostarsi».

Il Nocchi amava la vita, ma forse non è stato ricambiato fino in fondo... Che dire di quella volta che, uscito dall’ospedale, disse: “Non mi abbatte nessuno”. Tanti ricordi e tanto dolore per un personaggio che è scomparso a soli 40 anni. Un pezzo di Livorno che se ne va e che lascia un vuoto nella vita di strada e non solo. «Vogliamo ringraziare la città a nome di tutta la famiglia - dicono i nipoti - per l’affetto dimostrato. Su facebook ha scritto di lui gente di Livorno, ma anche di Firenze e di La Spezia».

Martedì 9 dicembre ci saranno le esequie del Nocchi: alle 9.30 il corteo funebre partirà dalla camera mortuaria del viale Alfieri. Poi la salma, accompagnata dal servizio funebre della Svs, arriverà fino alla cappella del cimitero comunale dei Lupi, dove alle 10 sarà celebrato il funerale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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