Il Tirreno

Livorno

Ragazzo in bici in Variante di notte contromano: salvo

di Lara Loreti
Ragazzo in bici in Variante di notte contromano: salvo

Il giovane, 15 anni, era attaccato al guard rail tremante mentre le auto sfrecciavano Provvidenziale l’intervento dei vigili: stava tornando a caso dal cinema di Porta a terra

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LIVORNO. Per come era spaventato si era attaccato al guard rail, ma il rombo delle auto e il vento da loro provocato li sentiva lo stesso, e forti. Un ragazzino in bicicletta sulla Variante: da solo, contromano. Paralizzato. Si è perso, non ha più trovato la via per tornare a casa e si è ritrovato sulla Variante, con le auto che gli sfrecciano accanto. Lo salvano i vigili urbani, intervenuti a tempo record. Numerose segnalazioni giunte alla sala operativa della polizia municipale da parte degli automobilisti, sorpresi e preoccupati per quel giovane.

Sono le 21 di sabato scorso quando gli agenti della polizia municipale stanno viaggiando dalla Scopaia verso nord: un normale passaggio per un controllo ordinario del territorio. A un tratto, vedono un uomo in bicicletta vestito di scuro, ma se ne accorgono all'ultimo secondo e non fanno in tempo a frenare.

Allora avvisano la pattuglia di colleghi che viaggia poco dopo di loro. I vigili percorrono la Variante e incrociano la bicicletta all’altezza di Livorno sud, verso Pisa.

E' buio, le auto procedono velocemente, non ci sono piazzole di sosta e la situazione è davvero critica e rischiosa per il ciclista. E' a quel punto, avvicinandosi, che i vigili urbani si accorgono che quell’uomo in bici in realtà è un ragazzino, che trema letteralmente, fermo al lato della carreggiata, le mani aggrappate sul guard rail nel disperato tentativo di trovare una soluzione. Il giovane ha 15 anni, è livornese ed è da poco uscito dal cinema: ha preso la sua bici per rincasare, ma ha sbagliato strada. E senza neanche accorgersene ha percorso la Variante da Porta a Terra. Un tratto infinito: è sotto choc.

«Ansimava, non riusciva a respirare regolarmente e neanche parlava - racconta un testimone - per i primi minuti non ha detto una parola. Poi s’è ripreso. Onestamente se l’è vista davvero brutta. Il buio poi rendeva tutto più difficile. Non so cosa sarebbe potuto succedere se le vigilesse fossero arrivate tardi».

Gli agenti della polizia municipale - i testimoni parlano di un turno di sole donne, tutte molto premurose con il piccino - per prima cosa lo tranquillizzano perché lui è ancora in preda al terrore.

Poi caricano la bici sul furgone: per fortuna la pattuglia sta viaggiando con il mezzo più capiente. Il ragazzo invece viene fatto accomodare in auto e successivamente affidato alla famiglia.

Non è chiaro come abbia fatto a smarrirsi: probabilmente si è confuso anche perché l’illuminazione era scarsa e lui ha perso la bussola. Poi è andato nel panico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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