«Mi diceva: postino, le bollette un le pago»
Il ricordo di Davide Cecio: «Quando alla Leccia gli portavo la schiacciata, tanti grazie e qualche vaffa...»
LIVORNO. «Di aneddoti e ricordi “sul Nocchi” in rete in queste ore ne girano tanti, molti ne ricordavano la somiglianza con Jovanotti, ma quelle rare volte che l’ho visto sbarbato la sua sofferenza ce l’aveva scritto in volto. Aveva dei bellissimi occhi azzurri Massi, e magari in un contesto diverso sarebbe stato “pieno di fie”. Aveva una famiglia, pochi lo sanno, e a modo suo cercava solo comprensione, come tutti». È pieno di commozione il ricordo di Davide Cecio, imprenditore e sommelier, nei confronti del Nocchi, che abitava non lontano da casa sua. Lo racconta lui stesso: «L’ho conosciuto quando portavo la posta alla Leccia, la prima volta mi presi un vaffanculo colorato come solo lui sapeva dare... poi imparai a conoscerlo. Gli compravo la schiacciata al centro commerciale, non gli ho mai dato un euro, ma lui non ha mai mancato di ringraziarmi. Ecco, diciamo che i grazie sono stati proporzionale ai vaffa, ma il Nocchi s'è sempre fatto voler bene per quella sua risposta pronta e irriverente che tanto lo faceva livornese. Di questi tempi girava col cappellino di Babbo Natale e col cestino, di una delle “sue” molte bici, addobbato a festa, raccattava du’ spiccioli tra i negozianti e dava il tormento alle spose che uscivano dal Conad. Ho sempre pensato sarebbe morto ad uno stop, o c’aveva sempre la precedenza lui… che la terra ti sia lieve Massi… Al postino, “le bollette non me le portà tanto un le pago”...».
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