Il Tirreno

Livorno

“Fiume” di gasolio nello Scolmatore

di Mauro Zucchelli
“Fiume” di gasolio nello Scolmatore

I ladri bucano l’oleodotto Eni a Pontedera: lo sversamento arriva fino al mare. Labromare in azione

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STAGNO. Il buco nell'oleodotto Eni fra la raffineria di Stagno (Livorno) e i depositi di Calenzano (Firenze) l'avevano fatto per rubare gasolio. Non si sa se c'erano già riusciti o se quello sia stato il primo tentativo, fatto che nei giorni scorsi qualcosa è andato storto e, dalla conduttura a pressione interrata a una profondità di oltre due metri, ha cominciato a schizzar fuori una macchia oleosa diventata sempre più enorme. Talmente enorme che, per una concatenazione di sfortunati eventi, è finita nello Scolmatore ed è arrivata addirittura in mare – ben 35 chilometri più in là – fra il porto di Livorno e la sabbia del Calambrone.

Colpa del fatto che, per il gioco delle pendenze del terreno, il gasolio fuoriscito è finito prima sotto il cavalcavia della superstrada e poi nelle acque dello Scolmatore: il deflusso verso mare lo ha portato fino a Stagno e oltre. È qui che la Labromare – la ditta livornese anti-inquinamento incaricata dall'Eni di bloccare lo sversamento, in tandem con Castalia e il gruppo Neri – ha attestato una delle principali "trincee" per fermare gli effetti di uno sversamento di dimensioni ancora imprecisate ma sicuramente eccezionali.

«Siamo stati allertati venerdì sera – dice Eugenio Fiore, direttore di Labromare – e siamo intervenuti subito là dov'era stato scoperto il buco nell'oleodotto. Ma la fuoriuscita era ormai così grande che nel giro di poche ore il gasolio finito nello Scolmatore, galleggiando sull'acqua, era arrivato già all'altezza del ponte dell'Aurelia a Stagno. Abbiamo provato a bloccarlo mettendo uno sbarramento di panne assorbenti ma in poco tempo è emerso che non era sufficiente: l'abbiamo sostituito con panne fisse di maggior consistenza. Poi siamo intervenuti con un gommone, mezzi auto-spurghi e un'attrezzatura mobile di "disc-oil" che serve a recuperare sostanze sversate che galleggiano sull'acqua e vengono aspirate nella cisterna».

Ma questo è solo uno degli sbarramenti: un battello anti-inquinamento – confermano dal quartier generale di Labromare – è stato posizionato all'altezza del ponte mobile in zona Darsena Toscana e, «su richiesta della Capitaneria di porto», un altro è stato posto in mare alla foce dello Scolmatore per impedire conseguenze sugli ambienti marini. Un ulteriore sbarramento di galleggianti è statomesso al ponte di Lavoria mentre la conduttura bucata è stata “incamiciata” per fermare la fuoriuscita di gasolio.

«Ero venerdì a pescare nella zona del ponte girante in zona Darsena Toscana – dice Antoine Milos, pratese – e sono stato colpito da esalazioni terribili: roba che faceva una schiuma marrone. Sono chimico, vi dico che non era solo gasolio, c’era anche qualcos’altro: faceva male agli occhi e al respiro. Ho fatto un sacco di telefonate per avvertire dell’emergenza ma nessuno mi ha dato ascolto».

L’allarme era stato dato nel pomeriggio di venerdì tra l'area industriale di Gello (Pontedera) e quella di Latignano (CVascina): era stato l’odore di gasolio a richiamare l’attenzione di vigili del fuoco di Cascina, vigili urbani di Pontedera e del Corpo Forestale.

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