Gioco
Conforti: «Dalle urne il segretario e la sofferenza»
Il giovane segretario del Pd di Castiglioncello arriva quasi al 25% e alla fine stringe la mano al vincitore Bacci. E il numero uno toscano del partito, Parrini, dice: ci sono le basi per una riscossa
LIVORNO. È Leonardo Conforti, 23 anni, segretario del Pd di Castiglioncello che aveva dalla sua l’ala più a sinistra del Pd livornese (se si escludono i civatiani con Oriana Rossi), il numero due di questa tornata elettorale per decidere il segretario del Pd livornese. Alla fine, nella sede di via Donnini, stringe la mano al neosegretario Lorenzo Bacci. «In termini di partecipazione – dice Conforti – si poteva fare di più. La votazione ci consegna un segretario, ma anche la sofferenza vera dei territori, dal punto di vista sociale, politico ed economico».
Sui social, invece, i vertici regionali (e renziani) del Pd arrivano ad esultare. Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione del Pd toscano e commissario delle primarie livornesi, scrive: «Da oggi si riparte a testa alta. Abbiamo tanto lavoro da fare insieme Lorenzo Bacci». Il segretario regionale Dario Parrini, rispondendo alle polemiche sulla bassa affluenza di alcuni iscritti che parlano senza mezzi termini di «flop guidato dalla Troika fiorentina» scrive: «Sono andate a votare quasi il doppio delle persone rispetto a quelle che avevano partecipato all'ultimo congresso del 2013. Il paragone sulla partecipazione va fatto con quella tornata, non con altre, che erano per altre scelte. Secondo me ci sono le basi per una riscossa unitaria. Guardare indietro non serve. Serve guardare avanti: c'è tanto da ricostruire, ce la faremo».
Andrea Auteri non è affatto d'accordo e finite le primarie, dopo aver lasciato la sede del Pd, scrive: «Rimango a disposizione del Pd nazionale, ma non di quello locale nel quale non mi riconosco». «Una vittoria – sottolinea – se così si può definire, che ha visto partecipare poco più di 3mila persone a primarie aperte e con ben cinque candidati. Lo scopo doveva essere riavvicinare i livornesi che nel Pd non si riconoscono più». Ora il conteggio dei voti (e il riequilibrio dei pesi interni al Pd) si sposta nella neonata assemblea, dove Bacci dovrebbe avere una settantina di seggi.
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